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martedì 18 giugno 2024  02:24 

Una parte della cinta muraria di Montemonaco 

 

La cinta muraria di Montemonaco, nel Piceno, fu eretta indicativamente nel secolo X, in pietra arenaria, e successivamente munita di torri in occasione della costruzione del castello. Lo stesso castello che nel 1190 si trovava sotto la signoria dei Nobili di M. Passillo, e che viene menzionato come Castrum Mons Monaci nel 1283.

Le scosse sismiche del 2016/2017 hanno causato importanti danni all’opera: lesioni passanti, distacchi ortogonali e crolli sia sulle mura che sui torrioni. Motivo per cui è stato redatto un progetto di riparazione post terremoto che ha appena ricevuto l’ok dalla Conferenza regionale, per un importo totale di 1.950.000 euro.

Le mura castellane e i torrioni di Montemonaco rappresentano un manufatto di grande rilievo, unico nel suo genere, patrimonio del territorio.  Il prossimo 29 giugno verrà inaugurato anche il nuovo parco verde prospiciente i torrioni.

Le mura circondano una porzione del centro storico ed inglobano molti spazi verdi. I tratti sono intervallati da ampi e robusti torrioni che si compongono di fabbriche organizzate su tre maschi murari disposti planimetricamente a formare delle “C”.

In programma ci sono interventi sia di natura strutturale sia di restauro conservativo sul paramento lapideo delle mura e dei torrioni.

Curiosità. All’epoca sull’altura di Montemonaco trovavano rifugio e solitudine i monaci benedettini, primi colonizzatori delle zone dei Sibillini. I piccoli feudatari dei vari centri rurali disseminati ai piedi delle montagne si costituirono in un libero Comune e scelsero come capoluogo un punto centrale, facilmente difendibile, chiamato fin da allora "monte del monaco''. Le massicce mura castellane furono costruite e rinforzate per respingere i tentativi offensivi dei comuni vicini (Montefortino, Montegallo, Arquata e Norcia) che ne insidiavano in continuazione i confini.