martedì 8 settembre 2026  18:08 

“L’Europa deve accompagnare la trasformazione dell’automotive senza sacrificare produzione, investimenti, competenze e posti di lavoro. Il settore europeo sta attraversando una fase di forte pressione: servono regole certe e una politica industriale capace di rafforzare l’intera filiera, a partire dalle piccole e medie imprese (PMI) e dalla componentistica. Solo così potremo difendere la competitività europea e reggere lo scontro di mercato con i colossi asiatici e americani. Sono temi al centro del dibattito politico ed elettorale e legati alle scelte sul Green Deal. È quindi opportuno riflettere insieme sulle decisioni da assumere, entrando nel merito delle questioni per tutelare un settore strategico per l’Europa”.

Con queste parole Giacomo Bugaro, assessore allo Sviluppo economico della Regione Marche e coordinatore della Commissione Sviluppo Economico della Conferenza delle Regioni d'Italia, è intervenuto in collegamento a Bruxelles durante un vertice con europarlamentari e rappresentanti delle istituzioni comunitarie sul futuro dell’automotive. Al centro del confronto, il documento condiviso dalle Regioni con le priorità per il rilancio del comparto, sottoposto all’attenzione del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto e della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.

L’automotive europeo sta attraversando una fase di difficoltà. Costi dell’energia, transizione tecnologica e crescente concorrenza dei Paesi extra-UE stanno mettendo sotto pressione la competitività delle imprese, chiamate allo stesso tempo ad adeguare rapidamente produzioni e competenze. A rischio ci sono investimenti, produzione e occupazione, soprattutto nella componentistica e nelle PMI.

In questo scenario, il raggiungimento degli obiettivi ambientali europei deve andare di pari passo con una solida strategia industriale. Servono regole e strumenti che permettano alle imprese di affrontare il cambiamento senza perdere competitività, lasciando spazio alle diverse tecnologie. Necessario anche un quadro europeo degli aiuti di Stato più ampio, stabile e flessibile, capace di evitare squilibri tra territori, e il riconoscimento dei carburanti neutri (VEEF come ad esempio elettrici, ibridi, a idrogeno o biocarburanti e altri) tra le soluzioni disponibili.

Nell’ambito dell’Industrial Accelerator Act, il piano europeo per rafforzare la produzione industriale, le Regioni chiedono che i contributi pubblici siano destinati ai veicoli prodotti in Europa: almeno il 70% del loro valore dovrebbe derivare da costruttori e aziende della componentistica europei. Per difendere le imprese europee dalla concorrenza dei Paesi extra-UE, dove spesso vigono regole e condizioni diverse, si chiede inoltre maggiore flessibilità nell’uso degli aiuti di Stato e, quando necessario, misure temporanee per tutelare il mercato europeo, come i dazi sulle importazioni.

In vista del Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, le Regioni chiedono di riconoscere l’automotive come filiera industriale strategica europea e di prevedere un fondo dedicato, accessibile anche a Regioni, territori e PMI, per sostenere investimenti produttivi, innovazione, riconversione, competenze, energia e infrastrutture, garantendo al tempo stesso il pieno coinvolgimento delle Regioni nella programmazione e nell’attuazione degli interventi.

Nelle Marche il comparto conta circa 13.200 addetti e 3.600 imprese, di cui 75 direttamente impegnate nella produzione automotive, con una filiera specializzata nella componentistica e integrata nei principali network di subfornitura nazionali e internazionali. Pur rappresentando solo lo 0,1% delle esportazioni nazionali del settore, nel 2024 l’export è cresciuto del 9,9%, tra i pochi in Italia a registrare un andamento positivo.

“È un risultato che dimostra la capacità delle imprese marchigiane di competere sui mercati esteri. Ma, in una fase di forte trasformazione, la tenuta della filiera non può essere data per scontata: le imprese stanno investendo e hanno bisogno di condizioni industriali e finanziarie adeguate. L’Europa deve quindi sostenere innovazione, investimenti e occupazione e preservare la capacità produttiva europea. Ringrazio la vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, per avermi sostituito nella trasferta e organizzato la delegazione a Bruxelles e tutta la Commissione e i colleghi per l’ottimo lavoro”, ha concluso il coordinatore della Commissione Sviluppo Economico della Conferenza delle Regioni Bugaro.

La missione si inserisce nelle attività dell’Associazione delle Regioni Automotive europee (ARA), che riunisce 36 Regioni di 9 Paesi, tra cui 9 italiane, con l’obiettivo di portare a Bruxelles le esigenze dei territori maggiormente interessati dalla filiera dell’automotive.