Nuove regole per favorire lo sviluppo degli impianti da fonti rinnovabili e rafforzare la tutela di paesaggio e agricoltura. Sono i contenuti della proposta di legge approvata oggi dalla Giunta regionale per accompagnare il raggiungimento dell'obiettivo di 2,3 gigawatt di potenza aggiuntiva da fonti rinnovabili entro il 2030 rispetto al 2020.
“Le Marche devono contribuire agli obiettivi di sviluppo delle energie rinnovabili attraverso una programmazione capace di tenere insieme sicurezza energetica, competitività delle imprese e tutela del territorio. Le nostre colline, le montagne, il paesaggio rurale e il patrimonio storico costituiscono una ricchezza che deve accompagnare ogni scelta. La proposta di legge nasce per dare una direzione chiara a questo percorso” spiega l’assessore allo Sviluppo economico e all’Energia, Giacomo Bugaro.
Il percorso è già in parte avviato. Nelle Marche risultano infatti 1.478 megawatt tra impianti installati, autorizzati e in fase di realizzazione. Per raggiungere l'obiettivo restano da conseguire ulteriori 868 megawatt, pari a circa il 37% del target complessivo. Un risultato che dipenderà anche dall'effettiva entrata in esercizio degli impianti già autorizzati o attualmente in costruzione.
Secondo una stima di scenario, la domanda elettrica nelle Marche potrebbe aumentare del 41% entro il 2040. Un dato che evidenzia la necessità di programmare in modo coordinato nuova produzione di energia, reti, sistemi di accumulo ed efficienza energetica.
La proposta recepisce il nuovo quadro normativo nazionale in materia di aree idonee e punta a favorire la produzione di energia pulita privilegiando superfici già urbanizzate, aree produttive e siti già utilizzati, limitando il consumo di nuovo suolo. Tra le aree individuate rientrano i siti delle aree di crisi industriale complessa, le coperture degli edifici agricoli, le aree interne alle aziende agricole, immobili e aree del patrimonio pubblico, cave e discariche a fine attività, aree portuali e retroportuali e impianti sportivi. Il testo prevede inoltre disposizioni specifiche per il piccolo eolico, l'idroelettrico, il biogas e il biometano.
Particolare attenzione è riservata alla tutela del territorio. Restano escluse le aree naturali protette, i siti Natura 2000, le zone umide di importanza internazionale, le aree di protezione dei siti UNESCO e quelle interessate dalle prescrizioni del Piano paesistico ambientale regionale. Sono inoltre confermate le tutele previste per i beni culturali e paesaggistici.
La proposta interviene anche sulla salvaguardia dei terreni agricoli, stabilendo che le aree agricole idonee non possano superare il 3% della superficie agricola utilizzata regionale e non siano inferiori allo 0,8%. Per le aree di elevato valore agricolo resta previsto il ricorso agli strumenti di tutela previsti dalla normativa nazionale.
“La tutela dell’agricoltura e del paesaggio è parte integrante della nostra politica energetica — afferma Bugaro —. Vogliamo favorire soluzioni che consentano alle aziende agricole di produrre energia per le proprie esigenze, mantenendo la funzione produttiva dei terreni e salvaguardando i luoghi che esprimono l’identità della regione”.
L'elaborazione della proposta è stata preceduta da un confronto con enti locali e categorie economiche. Il testo è stato poi condiviso con ANCI, UPI e le principali associazioni dei settori produttivi, agricoli e ambientali.
La legge, che ora passa in Consiglio regionale per l’approvazione definitiva, prevede infine un monitoraggio periodico su domande, progetti autorizzati, tempi dei procedimenti e consumo di suolo: ogni due anni la Giunta presenterà all'Assemblea legislativa una relazione sullo stato di attuazione della norma, sull'energia prodotta e sugli effetti sul territorio.
“Dobbiamo raggiungere gli obiettivi assegnati, sostenere il lavoro e le imprese e custodire la bellezza delle Marche. Per farlo servono programmazione, criteri trasparenti e una verifica continua dei risultati”, conclude l’assessore Bugaro.