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mercoledì 27 maggio 2026  11:52 

Le parole non sono mai neutre. Ogni espressione che utilizziamo, soprattutto nei contesti istituzionali, lavorativi e sociali, contribuisce a creare una visione della realtà, influenzando relazioni, percezioni e comportamenti. È proprio da questa consapevolezza che nasce il seminario promosso dal CUG Regione Marche dal titolo Linguaggio di genere: le parole contano, un’iniziativa dedicata all’importanza della comunicazione inclusiva e rispettosa.

L’evento ha messo al centro un tema oggi sempre più strategico: il linguaggio come strumento di pari opportunità. Parlare di linguaggio di genere non significa infatti limitarsi a una questione grammaticale o formale, ma comprendere come il modo in cui nominiamo le persone possa favorire inclusione oppure rafforzare stereotipi e discriminazioni.

Il programma del seminario ha affrontato il tema da prospettive differenti, ma complementari. La sociolinguista Vera Gheno ha approfondito il valore delle parole e il significato di un “linguaggio ampio”, capace di rappresentare la complessità della società contemporanea. Le parole, infatti, hanno il potere di creare spazi di riconoscimento oppure di esclusione. Un linguaggio consapevole diventa quindi uno strumento culturale fondamentale per promuovere rispetto ed equità.

Successivamente, la psicologa e psicoterapeuta Valentina Torretti ha affrontato il rapporto tra identità, differenze e comunicazione efficace, evidenziando come la qualità delle relazioni umane dipenda anche dalla capacità di riconoscere e valorizzare le diversità. Comunicare in modo corretto non significa solo “parlare bene”, ma creare ambienti nei quali ogni persona possa sentirsi ascoltata, rispettata e rappresentata.

Il contributo di Stefania Cesari ha introdotto infine il concetto di “linguaggio gentile”, una modalità comunicativa fondata sull’empatia, sul dialogo e sulla costruzione di relazioni positive. In un’epoca caratterizzata spesso da conflitti verbali, aggressività comunicativa e polarizzazione sociale, riscoprire il valore della gentilezza diventa un atto culturale e organizzativo di grande rilevanza.

Anche l’immagine della locandina sintetizza efficacemente il messaggio dell’iniziativa: da una parte parole negative come “offese”, “critiche”, “ignoranza” e “conflitto”; dall’altra valori come “empatia”, “ascolto”, “collaborazione” e “rispetto”, che conducono verso una “via delle parole giuste”. Una metafora visiva che evidenzia come il linguaggio possa diventare uno strumento di divisione oppure un ponte verso relazioni più sane e inclusive.

Promuovere la parità di genere significa quindi anche educare alla responsabilità delle parole. Perché ogni cambiamento culturale, prima ancora che nelle leggi o nelle organizzazioni, nasce nel modo in cui scegliamo di comunicare con gli altri.

Massimo Censi

Componente del CUG Regione Marche

Link alla prima parte del seminario su YouTube

Link alla seconda parte del seminario su YouTube