mercoledì 15 aprile 2026 02:48
(Verona, 15 aprile 2026). In un frangente complesso per il vino italiano, il bilancio della Regione Marche al 58° Vinitaly è positivo. Il Salone internazionale dei vini e distillati di Verona si conferma, per numero di visitatori e occasioni di contatto con buyer, operatori professionali e wine lover presenti, una piattaforma strategica per il vino marchigiano, la cui qualità è certificata da un insieme di fattori: 20 Dop e 1 Igp e un’incidenza dei vigneti biologici che sfiora il 40% che fanno delle Marche la regina italiana nel segmento organic. Non solo: le Marche rafforzano l’alleanza con Veronafiere e annunciano che il prossimo autunno Ancona – Capitale italiana della cultura nel 2028 – ospiterà la manifestazione Vinitaly and the City, il fuori salone che rappresenta un veicolo strategico per la promozione non soltanto delle aziende vitivinicole della regione, ma anche per sostenere l’enoturismo.
Un Vinitaly vincente. A confermare il sentiment delle aziende vitivinicole presenti alle Marche (106 aziende da tutto il territorio, con la collettiva regionale che a Vinitaly ne ha rappresentate 50, su uno spazio di oltre 1.000 metri quadrati e una Terrazza con 212 etichette in degustazione libera, una vera e propria biblioteca del vino con un orientamento di degustazione), è il vicepresidente e assessore all’Agricoltura, Enrico Rossi.
“Vinitaly è un evento centrale per le imprese del vino marchigiano – afferma Rossi – e anche l’edizione 2026 ha dato riscontri molto soddisfacenti, portando in vetrina i punti di forza della regione, a partire dalla varietà di un territorio plurale come le Marche, che hanno acquisito la capacità di presentarsi come un territorio unico e che puntiamo a sfruttare anche in chiave enoturistica. Agricoltura e turismo devono camminare insieme. È su questo binomio che si gioca una parte importante della crescita del territorio: da un lato, intercettando e incrementando i flussi legati all’agriturismo e al turismo esperienziale; dall’altro, accompagnando questo sviluppo con un investimento istituzionale forte sul potenziamento della rete infrastrutturale ricettiva”.
Altro elemento sul quale scommettere è il biologico, leva fondamentale per approcciare mercati internazionali e consumatori sempre più attenti alla sostenibilità e all’ambiente.
Nei quattro giorni di manifestazione, Vinitaly ha saputo coniugare emozioni e business, con la Regione Marche al centro dello scacchiere del mondo del vino che conta, a partire dalla visita del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dei ministri Francesco Lollobrigida (Agricoltura) e Gianmarco Mazzi (Turismo), che nel brindisi istituzionale con il presidente e vicepresidente delle Marche, Francesco Acquaroli ed Enrico Rossi, hanno tenuto a battesimo la nuova tipologia Conero Docg Rosato, tutelata dall’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt). Per il vicepremier Matteo Salvini (ministro dei Trasporti), in Terrazza Marche nei calici un’altra novità del patrimonio enologico territoriale, la Passerina Spumante, prodotta nel territorio presidiato dal Consorzio dei Vini Piceni.
L’edizione 2026 di Vinitaly è promossa anche dalle aziende. Michele Bernetti, presidente dell’Imt, testimonia di “una manifestazione molto interessante, fra le più concrete degli ultimi anni in termini di contatti, con una forte presenza di buyer da tutta Europa, in particolare dal Nord Europa e dal quadrante Centro Orientale, in grande crescita. E poi non sono mancati rappresentanti da mercati significativi come Stati Uniti, Canada, Giappone”. Sul fronte nazionale, prosegue Bernetti, fra gli operatori presenti un numero rilevante di ristoratori, particolarmente interessati a vini più leggeri, in conformità dei nuovi stili di consumo.
Sulla stessa lunghezza d’onda Simone Capecci, presidente del Consorzio Vini Piceni. “Il Vinitaly di quest’anno è andato meglio rispetto alle aspettative – commenta Capecci –. C’era fiducia alla vigilia della manifestazione, ma anche incertezza per gli scenari internazionali. La presenza di importatori da tutto il mondo, particolarmente vivace da Stati Uniti, Europa, ma anche da Giappone e America Latina ha infuso ottimismo fra le aziende”.