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giovedì 19 marzo 2026  02:14 
“Questa mattina nel celebrare i 690 anni di storia di questo Ateneo, il pensiero deve essere rivolto alle future generazioni. Oggi, davanti a un clima particolarmente complesso, diventa difficile anche immaginare lo scenario che ci accompagnerà nei prossimi anni, ma la speranza è sempre quella che prevalgano diplomazia e pace, un valore in cui noi non solo ci riconosciamo ma per il quale lavoriamo instancabilmente anche nei nostri ruoli istituzionali, seppur non di primo piano in queste vicende. Credo che la pace si debba costruire anche formando le coscienze, parlando alle coscienze e dialogando nella crescita dei giovani.
Viviamo un’epoca complicata, ma anche, sotto certi aspetti, molto affascinante dal punto di vista tecnologico. È una società che corre velocemente e che ci deve mettere nelle condizioni di restare allacciati alle tecnologie, agli sviluppi e alle scoperte per poter essere competitivi. Questa sfida non deve farci paura perché, a mio avviso, il nostro territorio ha nel proprio DNA le conoscenze per lavorare alla sua crescita. Ieri abbiamo festeggiato un grande risultato: dopo Pesaro Capitale italiana della cultura 2024, anche Ancona rappresenta uno stimolo importante. Uno stimolo che non deve riguardare solo il capoluogo, ma tutto il territorio, che deve riconoscersi nella sfida della crescita e dello sviluppo futuro.
In questo periodo ho parlato spesso dei giovani come elemento centrale della nostra attività istituzionale, che passa necessariamente attraverso la formazione e le prospettive che dobbiamo riuscire a creare. Dobbiamo trattenere i nostri giovani e attrarne altri, offrendo strumenti, prospettive e percorsi dignitosi a chi ha ambizione ed energie da mettere a disposizione della società.
In questo senso rivolgo un appello alle università della nostra regione affinché ci accompagnino in questi anni difficili, anche nella scrittura della legge che vogliamo dedicare ai giovani. Le università hanno un ruolo fondamentale, così come le scuole superiori e tutto il percorso di formazione.
Ho già fatto appello anche alle associazioni di categoria, ai corpi intermedi e ai sindacati: questa è una sfida collettiva, che richiede il contributo di tutti. Noi abbiamo il dovere di coordinare questa azione complessa, che deve però basarsi sulla partecipazione. Il sapere che ognuno può dare, dall’alto della propria esperienza e del proprio percorso, diventa fondamentale se messo a fattor comune. In una logica di condivisione e sinergia può diventare l’arma vincente.
Il nostro territorio ha sofferto negli ultimi anni, ma ha tutto il patrimonio e le conoscenze per emergere di nuovo. Lo abbiamo dimostrato nel passato e possiamo farlo ancora, insieme, uniti. Grazie per l’invito e per il lavoro che svolgete ogni giorno a fianco delle nostre comunità, soprattutto dei giovani, che sono la nostra speranza per il futuro”.
Queste le parole del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, alla cerimonia di inaugurazione del 690° anno accademico dell’Università di Camerino, dedicata al tema “Saperi in dialogo per costruire futuro”. Dopo la relazione del magnifico rettore Graziano Leoni, il professore emerito di Lingua e Letteratura latina dell’Università di Bologna, Ivano Dionigi, ha tenuto la prolusione dal titolo “Ci sarà bisogno di noi”.