La Regione Marche, nell’ambito della Strategia dell’Unione Europea per la Regione Adriatico-Ionica (EUSAIR), ha promosso una giornata di lavoro nella sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale ad Ancona. L’iniziativa è dedicata al ruolo dei porti nella transizione energetica e nel rafforzamento della cooperazione tra gli attori del sistema dei trasporti.
Nel quadro delle sfide globali — sostenibilità, sicurezza delle catene di approvvigionamento e competizione geopolitica — i porti dell’Adriatico e dello Ionio assumono una funzione strategica per lo sviluppo economico e per il posizionamento dell’Italia nel Mediterraneo.
All’evento sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’assessore allo Sviluppo economico Giacomo Bugaro, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Mare Adriatico Centrale Vincenzo Garofalo, l’ammiraglio ispettore (CP), direttore marittimo delle Marche Vincenzo Vitale, l’onorevole Carlo Ciccioli, europarlamentare e membro della Commissione Trasporti al Parlamento europeo, il sindaco di Ancona Daniele Silvetti, oltre a esperti di profilo internazionale per un confronto tra istituzioni, operatori e stakeholder territoriali.
L’incontro è articolato in due sessioni. In apertura è stato ricordato l’ambasciatore Fabio Pigliapoco, già segretario generale dell’Iniziativa Adriatico-Ionica e recentemente scomparso. La sessione mattutina, con la partecipazione di rappresentanti dell’International Maritime Organization (IMO), ha approfondito le implicazioni del riconoscimento del Mar Mediterraneo come Area a Controllo delle Emissioni (ECA), in vigore da maggio 2025. Sono stati illustrati gli obblighi legati alla riduzione delle emissioni di zolfo e le ricadute operative per armatori e porti, tra cui adeguamento delle flotte, investimenti tecnologici e disponibilità di carburanti e infrastrutture più sostenibili.
La sessione pomeridiana è stata dedicata al ruolo dei porti come hub strategici per la transizione energetica, con il contributo della Commissione europea e del Parlamento europeo. Il confronto punta a valorizzare la cooperazione tra autorità portuali, operatori logistici, istituzioni e mondo della ricerca, per coordinare investimenti, sviluppare infrastrutture e favorire soluzioni innovative e sostenibili.
L’evento rappresenta l’avvio di un percorso strutturato di dialogo con l’obiettivo di definire una strategia comune per la macroregione Adriatico‑Ionica. Tale percorso intende coniugare sostenibilità ambientale, competitività economica ed efficienza del sistema dei trasporti, contribuendo al rafforzamento del ruolo dell’area nel contesto mediterraneo.
I lavori segnano anche l’inizio di un percorso in vista dell’elaborazione di un accordo volontario che gli attori del settore potranno sottoscrivere come impegno congiunto verso la transizione energetica.
Le dichiarazioni
“La Regione Marche – ha affermato il presidente Francesco Acquaroli - è impegnata a recuperare la competitività del porto di Ancona e a rilanciare la centralità dell'Adriatico nel Mediterraneo. La Macro Regione Adriatico-Ionica è una strategia importante per la crescita e lo sviluppo della regione e richiede la collaborazione di tutte le parti coinvolte. Il porto di Ancona ha bisogno di un profondo restyling e di investimenti strutturali, come l'ampliamento della penisola, per recuperare la competitività e trainare la crescita del territorio. In questo contesto, la collaborazione tra le istituzioni nazionali e internazionali è fondamentale per raggiungere questi obiettivi”.
“La Regione – continua Acquaroli - continuerà a lavorare per promuovere la Macro Regione e per valorizzare l'importanza dei porti per la produttività del sistema economico locale. Il porto di Ancona è fondamentale per la regione non solo per i traffici, ma anche per l'industria e l'occupazione, in quanto coinvolge l’eccellenza manifatturiera locale”.
“La Regione Marche intende rafforzare il proprio ruolo di leadership nel Mediterraneo, valorizzando la sua posizione strategica e le infrastrutture. L’obiettivo è coniugare sostenibilità e competitività per sostenere la crescita economica del territorio - ha commentato l’assessore regionale alla Sviluppo economico, Giacomo Bugaro, nel suo intervento, sottolineando inoltre come l’ingresso del Mediterraneo nell’Area a Controllo delle Emissioni per lo zolfo rappresenti una svolta storica. “Il porto di Ancona – ha continuato - ha scelto di anticipare gli obblighi europei con l’Ancona Blue Agreement, riducendo in anticipo i limiti di zolfo nei carburanti navali.
Sono stati inoltre rafforzati i controlli in porto, con benefici concreti sulla qualità dell’aria per la città. Questo dimostra che tutela ambientale e competitività possono procedere insieme.
Ancona si propone così come modello di porto di nuova generazione, a basse emissioni e integrato nel tessuto urbano. La sfida è costruire un sistema logistico più resiliente, innovativo e vicino alle comunità, capace di guidare la crescita sostenibile dell’intera Macroregione Adriatico-Ionica.
“Il nostro sistema portuale è parte attiva della Macroregione Adriatico Ionica, protagonista dello sviluppo economico e sociale, con il porto di Ancona al centro delle Autostrade del mare e dei Corridoi europei Scandinavo-Mediterraneo e Baltico-Adriatico – ha detto Vincenzo Garofalo, presidente Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale -. Una posizione geografica che ci offre grandi opportunità di crescita per i traffici marittimi che deve affiancarsi all’indispensabile transizione ambientale che stiamo applicando nella nostra programmazione, un esempio è la definizione del nuovo Piano regolatore portuale di Ancona, e negli investimenti in corso. Grazie al Pnrr, entro il 30 giugno completeremo l’elettrificazione delle banchine traghetti del porto dorico. Il confronto di oggi ci consente di riflettere sul valore aggiunto del trasporto marittimo nell'economia dei nostri Paesi e della Ue, sulla relazione tra porti e città, fatta di prossimità, e sulle sfide per la sostenibilità e la decarbonizzazione che richiedono un opportuno tagliando sull’Ets che sta cominciando ad avere importanti conseguenze sull’economia del mare e sulle politiche ambientali, visto che sta riportando sulle strade tanti veicoli che prima transitavano via nave”.
Giuseppe Spera, vice rappresentante permanente dell'Italia presso l'International Maritime Organization, ha detto che “l'istituzione dell'area SECA (Sulfur Emission Control Area) nel Mediterraneo sia un passo importante per la decarbonizzazione del settore marittimo. La creazione di un'area SECA e di una seconda area NECA (Nitrogen Emission Control Area) potrebbe completare il processo di sostenibilità ambientale del Mediterraneo, con benefici per l'ambiente e l'industria marittima. L'area SECA comporterà una riduzione delle emissioni e potrebbe generare richieste per la cantieristica di navi ecologiche”.
Pier Paolo Settembri, vice capo di Gabinetto del Commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas, ha annunciato che la Commissione europea adotterà una strategia europea dei porti e una strategia sull'industria marittima. “I porti hanno un ruolo fondamentale nella rete transeuropea dei trasporti e devono rispondere a criteri di competitività e sostenibilità ambientale. La strategia europea dei porti mirerà a promuovere la competitività, la sicurezza e la transizione ambientale, tenendo conto del ruolo degli scali come punti d'ingresso e presidio per i commerci internazionali”.