Palazzo Pallotta a Caldarola
La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico‑economica per il restauro e il miglioramento sismico di Palazzo Pallotta, storico edificio di piazza Vittorio Emanuele che ospita il municipio di Caldarola (Mc). L’intervento da 12,5 milioni rappresenta uno dei cantieri più rilevanti per il recupero del patrimonio culturale ferito dal sisma del 2016/2017.
Al momento del terremoto, il complesso accoglieva al secondo piano gli uffici comunali, mentre il piano primo e il piano seminterrato erano adibiti ad attività museali; il piano terra era principalmente occupato da attività commerciali.
Il progetto prevede un ampio insieme di interventi strutturali e architettonici per mettere in sicurezza l’edificio. Le murature portanti saranno consolidate con sarciture, scuci‑cuci, stilature dei giunti e iniezioni di malta, affiancate da rinforzi con intonaco armato Crm e dall’ammorsamento dei maschi murari. Al secondo piano e al sottotetto verranno inserite nuove catene in acciaio e realizzati setti portanti per garantire un miglior comportamento scatolare.
La parte più delicata riguarda le fondazioni: verranno installati micropali profondi fino a 15 metri, articolati su due livelli, mentre una palificata esterna di circa 40 metri sul lato della piazza servirà a eliminare le spinte del terrapieno e a permettere un consolidamento uniforme del sistema fondale.
La copertura sarà in parte demolita e rifatta con nuove capriate e solai in legno lamellare, mantenendo l’impostazione originaria. Sono previsti anche il restauro degli apparati decorativi, degli infissi, delle pavimentazioni storiche e degli ambienti più rappresentativi del palazzo.
Curiosità. Palazzo Pallotta, costruito alla fine del Cinquecento dal cardinale Evangelista Pallotta, contribuì a ridisegnare l’assetto urbano di Caldarola e la piazza antistante, concepita come parte di un progetto unitario. L’edificio, legato anche alla figura del pittore Simone De Magistris, è un raro esempio di architettura manieristica rimasta quasi intatta nei secoli. All’interno conserva affreschi e soffitti a cassettoni di grande pregio, arredi storici e materiali esposti in numerose mostre dedicate all’arte marchigiana. Agli inizi del Novecento fu aggiunto un piano superiore, poi utilizzato come sede degli uffici comunali.