La PF Territorio e Integrazione Ospedale Territorio è organizzata nelle seguenti aree, di cui al Decreto PF Territorio e Integrazione Ospedale Territorio n.3/AST del 13 aprile 2018:

1.      PERCORSI DI INTEGRAZIONE OSPEDALE-TERRITORIO

2.      CURE PALLIATIVE E TERAPIA DEL DOLORE 

3.      MALATTIE RARE

4.      PDTA DELLE PATOLOGIE CRONICO-DEGENERATIVE

5.      GOVERNO DEI TEMPI D’ATTESA

6.      RISCHIO CLINICO 

7.      PERCORSO NASCITA

8.      CONSULTORI  

9.      DIPENDENZE PATOLOGICHE

10.    ADEMPIMENTI LEA NELLE MATERIE DI COMPETENZA            

 

 

1.       ASSISTENZA OSPEDALIERA-MALATTIE RARE

2.       ASSISTENZA SPECIALISTICA AMBULATORIALE E GOVERNO DEI TEMPI D’ATTESA

3.       CURE PALLIATIVE E TERAPIA DEL DOLORE

4.       DIPENDENZE PATOLOGICHE

5.       PERCORSO NASCITA

6.       RISCHIO CLINICO



 

1.ASSISTENZA OSPEDALIERA –MALATTIE RARE

Una malattia è considerata "rara" quando colpisce non più di 5 persone ogni 10.000 abitanti. La bassa prevalenza nella popolazione non significa però che le persone con malattia rara siano poche. Si parla infatti di un fenomeno che colpisce milioni di persone in Italia e addirittura decine di milioni in tutta Europa. Del resto, il numero di Malattie Rare (MR) conosciute e diagnosticate oscilla tra le 7000 e le 8000. Parlare di MR nella loro totalità e non come singole patologie, serve a mettere in luce e riconoscere una serie di comuni problematiche assistenziali e a progettare interventi di sanità pubblica mirati e non frammentati che coinvolgano gruppi di popolazione accumunati da bisogni simili, pur salvaguardandone peculiarità e differenze.

In Italia il Decreto Ministeriale 279/2001 "Regolamento di istituzione della rete nazionale delle malattie rare e di esenzione dalla partecipazione al costo delle relative prestazioni sanitarie, ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124", indica fra le priorità la "tutela dei soggetti affetti da malattie rare" e come risposta istituzionale alle problematiche correlate, la realizzazione di una rete nazionale costituita da Presidi, appositamente individuati dalle Regioni per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la terapia.

La Regione Marche è stata tra le prime regioni a recepire il DM 279/2001, dedicando una grande attenzione alle MR e mettendo in atto una serie di azioni volte alla definizione e al consolidamento di un sistema per la diagnosi e l’assistenza ai pazienti con MR. Con DGR 1031 del 18/09/06 è stata individuata l’AO Ospedali Riuniti Umberto I – G.M.Lancisi – G.Salesi quale presidio della rete regionale per le malattie rare. Con DGR n.1369 del 26/11/07 “D.M. 279/2001 – Integrazione elenco malattie rare” si è provveduto al riconoscimento di ulteriori 30 malattie rare da assoggettare alla stessa disciplina prevista nel D.M.279/2001.

 Con DGR n.918 del 17/06/13 “Screening neonatale allargato per malattie metaboliche nella Regione Marche” si dà avvio anche allo screening metabolico allargato che verrà eseguito presso l’AO Ospedali Riuniti Marche. Con DGR n.1557/13 è stata avviata la sperimentazione per la somministrazione della terapia enzimatica sostitutiva in regime di assistenza domiciliare.

Infine, per addivenire ad un governo consapevole ed efficace delle MR a livello regionale, con DGR n.1735/13 si è costituito il coordinamento regionale malattie rare.

Ø Link utili:

Orphanet: http://www.orpha.net/consor/cgi-bin/index.php?lng=IT

The National Organization for Rare Disorder: https://www.rarediseases.org

Centro nazionale MR Istituto Superiore di Sanità: http://www.iss.it/cnmr/

Ministero della Sanità: http://www.salute.gov.it

Presidio regionale MR AOU Ancona: http://www.ospedaliriuniti.marche.it/

 

2.ASSISTENZA SPECIALISTICA AMBULATORIALE E GOVERNO DEI TEMPI D’ATTESA

La riduzione dei tempi di attesa costituisce un obiettivo prioritario della sanità nazione e regionale per il peculiare impatto che riveste sia sull'organizzazione del servizio sanitario stesso sia sul diritto dei cittadini all'erogazione delle prestazioni definite nell'ambito dei Livelli Essenziali di Assistenza.

Le cause determinanti del fenomeno delle liste d’attesa sono molteplici e devono essere affrontate agendo lungo tre principali direttrici: il governo della domanda di prestazioni, il governo dell’offerta di assistenza ed i sistemi di prenotazione ed erogazione delle prestazioni.

Principio cardine che deve guidare l’azione in quest’ambito è la garanzia dell’erogazione dei servizi sanitari entro tempi appropriati, rispetto alla patologia e alle necessità di cura, aspetto, questo, che rappresenta una componente strutturale dei LEA.

La necessità di disciplinare e gestire le problematiche relative alle liste ai tempi di attesa secondo le indicazioni ministeriali si è tradotta in una serie di atti normativi e modalità organizzative a livello regionale, sostanzialmente finalizzati a:

1) incrementare l'offerta

2) migliorare l'appropriatezza della domanda;

3) introdurre sistemi di governo clinico che differenzino i tempi di risposta alle domande di prestazione in funzione della gravità della condizione clinica

Con l’obiettivo di consolidare e omogeneizzare il governo dei tempi d’attesa, nel rispetto della normativa nazionale e regionale vigente in materia, con DGR 640 del 14 maggio 2018 è stato approvato il nuovo Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa per le prestazioni di Specialistica ambulatoriale e diagnostica sottoposte a monitoraggio dal Piano Nazionale Governo Liste di Attesa (PNGLA), per gli erogatori pubblici e privati accreditati della Regione Marche per gli anni 2018-2020.

Ø Link utili:

Ø Contatti

 

3.CURE PALLIATIVE E TERAPIA DEL DOLORE

Al fine di dare piena applicazione alla Legge 38 del 15 marzo 2010 concernente “Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” la Regione Marche nel Piano Socio-Sanitario 2012/2014 individua lo sviluppo delle reti assistenziali dedicate alle cure palliative, alla terapia del dolore e al paziente pediatrico, tra le priorità cliniche da perseguire. 
Il compito di implementare le reti di cure palliative e terapia del dolore è assegnato al Gruppo di coordinamento regionale delle cure palliative istituito con Decreto del Direttore dell’Agenzia Regionale Sanitaria n.15 del 5-12-2011 e al Gruppo di coordinamento regionale di terapia del dolore istituto con Decreto del Direttore dell’Agenzia Regionale Sanitaria n. 16 del 5-12-2011. 
I due Gruppi di Coordinamento in ottemperanza all’Intesa tra Governo, Regioni e Province Autonome del 25 luglio 2012 che definisce i requisiti minimi e le modalità organizzative per l’accreditamento delle strutture di assistenza ai malati in fase terminale e delle unità di cure palliative e terapia del dolore, hanno delineato i modelli organizzativi regionali delle tre reti cliniche.

In tale contesto si inserisce la DGR n.1345 del 30-09-2013 che disciplina il “Riordino delle reti cliniche della Regione Marche” e che, individuando tra le reti cliniche regionali oggetto della riorganizzazione anche la rete delle cure palliative e della terapia del dolore, ribadisce il ruolo e le funzioni dei due Gruppi di coordinamento regionali nella definizione della reti nel rispetto dei requisiti organizzativi, strutturali e professionali previsti dall’Intesa Stato Regioni del 25 luglio 2012.

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Ø Contatti

 

4.PERCORSO NASCITA

"Il fine di una moderna assistenza perinatale è quello di ottenere una mamma ed un bambino in perfetta salute con il livello di cure più basso compatibile con la sicurezza" (OMS 1996).

Il tema della qualità e della sicurezza dei punti nascita nel nostro Paese e del relativo percorso assistenziale, è approdato in Conferenza permanente delle Regioni, con l’Accordo del 16 dicembre 2010 sulle nuove Linee di indirizzo per il percorso nascita (Rep. 173/CU).

Oggetto dell’Accordo è un programma nazionale di interventi nel triennio 2010-2012, articolato in 10 linee di azione, da avviare congiuntamente a livello nazionale, regionale e locale.

La Regione Marche con DGR 1088 del 25 luglio 2011 così come integrata dalla DGR 1405/11, ha provveduto a recepire l’Accordo.

Il punto 10 delle Linee di indirizzo dell’Accordo di cui sopra prevede la costituzione del Comitato Percorso Nascita, interistituzionale, con funzione di verifica e coordinamento delle attività. Sempre il punto 10 dell’Accordo prevede che analoga funzione dovrà essere attivata a livello di ogni singola struttura sanitaria, sulla base dell’organizzazione regionale (CPNr).

Il CPNr svolge la propria attività in raccordo con il CPN nazionale con particolare riguardo alla predisposizione di iniziative regionali per l’attuazione delle 10 linee di azioni, al fine di dare uniformità delle procedure su tutto il territorio regionale.

Il Decreto n 12/RAO del 4 marzo 2014 costituisce il Comitato Percorso Nascita regionale.

La DGR 1345/13, “Riordino delle reti cliniche della Regione Marche”, ha dato seguito alle modifiche organizzative avvenute nel corso del 2013.

La riorganizzazione dei punti nascita si inserisce nel contesto della ridefinizione delle strutture sanitarie sulla base del sistema delle reti cliniche.

PERCORSO NASCITA: PARTO A DOMICILIO

L’assistenza al percorso nascita rappresenta un impegno importante per la politica e la programmazione sanitaria, non solo perché il parto è fra le cause di ricovero più frequente, ma anche per tutto l’indotto di prestazioni assistenziali intra ed extra-ospedaliere.

Con la Legge Regionale 27 luglio 1998, n. 22 e successive modificazioni ed integrazioni concernente “Diritti della partoriente, del nuovo nato e del bambino spedalizzato” la Regione Marche favorisce il benessere psicofisico della donna e del nascituro durante la gravidanza, il parto e il puerperio, promuove la informazione e la conoscenza sulle modalità di assistenza al parto, assicura la libertà di scelta circa i luoghi dove partorire.

L’articolo 6 della citata legge dispone altresì che con atto di Giunta vengano definite le modalità organizzative relativamente alla casa di maternità, al servizio di assistenza al parto a domicilio e i criteri sulle modalità di rimborso delle spese sostenute dalla partoriente in caso di parto a domicilio, offrendo due possibili soluzioni alla richiesta di demedicalizzazione ed umanizzazione del parto, secondo le raccomandazioni dell’OMS, nei casi di gravidanze a “basso rischio”, definite sulla base di criteri universalmente condivisi.

Con DGR 2440 del 4 ottobre 1999 è stato pertanto approvato un articolato programma concernente i criteri e le modalità attuative per il parto extra ospedaliero.

Tra le altre disposizioni vengono previsti anche appositi contributi, relativi a spese per ostetrica/o libero professionista, sia per il parto che avviene regolarmente a domicilio (lire 1.500.000) sia qualora sopravvengano complicanze e la donna porti a termine la gravidanza in ambiente ospedaliero (lire 500.000). Con L.R. 2/2008 si è proceduto ad aggiornare le somme su indicate e segnatamente € 1.200,00 nella ipotesi di parto a domicilio con percorso completo ed 1/3 (nota esplicativa Dirigente Servizio salute del 12.4.2010) qualora si verifichino complicanze ed il parto avvenga in presidio ospedaliero.

Ø Link utili:

Ø Contatti

 

5.RISCHIO CLINICO

Per rischio clinico si intende la possibilità che un paziente sia vittima di un evento avverso, cioè subisca un qualsiasi danno o disagio, imputabile, anche se in modo involontario, alle cure mediche prestate durante il percorso assistenziale, le cui conseguenze possono essere il prolungamento del periodo di degenza, il peggioramento delle condizioni di salute o la morte del paziente stesso.

La gestione del rischio clinico prevede quindi un’insieme di attività orientate a migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie e garantire la sicurezza dei pazienti e degli operatori, mediante l’identificazione, la valutazione e l’eliminazione dei fattori di rischio attuali e potenziali all'interno delle strutture sanitarie. In particolare gli obiettivi di tali azioni sono:

•     Promuovere la cultura della sicurezza per il paziente e per gli operatori

•     Introdurre cambiamenti nella pratica clinica

•     Ridurre il verificarsi degli eventi avversi prevedibili

•     Contribuire indirettamente ad una diminuzione dei costi

La Regione Marche e l’ARS hanno configurato la gestione del rischio clinico come processo sistematico che coinvolge non solo gli Enti del SSR, quali attori istituzionali, ma anche i professionisti ed i rappresentanti dei cittadini, con lo scopo di dare concretezza all'impegno delle istituzioni sanitarie in tema di qualità delle prestazioni e sicurezza delle cure.

Con la DGR n. 1513 del 28/9/2009, è stato istituito il “Centro Regionale per la Gestione del Rischio Clinico” (CRRC), quale strumento propulsore di una serie di azioni progettuali per la realizzazione di un sistema di gestione del rischio clinico all'interno di ogni Ente del SSR, allo scopo di garantire il miglioramento complessivo del grado di sicurezza del paziente nelle strutture sanitarie marchigiane.

Tra il 2009 e il 2012 il Programma regionale per la gestione del rischio clinico ha realizzato le seguenti linee progettuali:

•  Implementazione a livello regionale del Sistema Informativo Monitoraggio Errori in Sanità (SIMES) per la segnalazione degli eventi sentinella e per la gestione dei sinistri, con relativa trasmissione al Ministero dei flussi informativi ed elaborazione di report annuali

•  Elaborazione ed attuazione di un piano di formazione regionale per la funzione di rischio clinico destinato ai Referenti della Funzione Aziendale Gestione del Rischio Clinico ed agli operatori sanitari di ciascuna Ente del SSR

•  Monitoraggio dello stato d’implementazione delle raccomandazioni del Ministero della Salute e dell'OMS per la sicurezza dei pazienti;

Inoltre sono stati avviati e sono in corso di sviluppo i seguenti percorsi programmatici:

§  Sviluppo di un framework regionale per il miglioramento della qualità e sicurezza in ambito sanitario, al fine di ottimizzare ed omogeneizzare l'analisi delle aree di rischio a più alto impatto e di adottare le conseguenti azioni di miglioramento a livello regionale;

§  Mappatura del livello di rischio clinico negli Enti del SSR marchigiano;

§  Analisi dei dati raccolti, al fine di sviluppare strategie per la riduzione del rischio;

§  Raccolta, validazione e diffusione delle “buone pratiche” regionali per la sicurezza del pazienti;

§  Rivalutazione periodica dell'impatto dei cambiamenti nel profilo di rischio delle Aziende Sanitarie.

Con la DGR n. 1479 del 28/10/2013, l’assetto strutturale ed organizzativo del Centro Regionale per la Gestione del Rischio Clinico è stato oggetto di revisione, prevedendone l’articolazione nelle seguenti strutture:

§  Unità di Coordinamento Regionale (costituita con Decreto del Dirigente della P.F. “Assistenza Ospedaliera – Emergenza e Urgenza – Ricerca e Formazione” n. 49 del 4/12/2013);

§  Comitato Tecnico-Scientifico (in corso di costituzione??);

§  Gruppi di Progetto (in corso di costituzione??).

Ø Link utili:

  http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_3_qualita.html

Ø Contatti:

 

 

Tutti gli altri atti amministrativi regionali a cui si fa riferimento possono essere reperiti sul sito www.norme.marche.it

 


CURE PALLIATIVE E TERAPIA DEL DOLORE

Al fine di dare piena applicazione alla Legge 38 del 15 marzo 2010 concernente “Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”, la Regione Marche ha individuato lo sviluppo delle reti assistenziali dedicate alle cure palliative, alla terapia del dolore e al paziente pediatrico, tra le priorità cliniche da perseguire. Il compito di implementare le reti di cure palliative e terapia del dolore è assegnato al Gruppo di coordinamento regionale delle cure palliative, al Gruppo di coordinamento regionale di terapia del dolore ed al Gruppo di coordinamento delle cure palliative e terapia del dolore pediatriche.
I citati Gruppi di Coordinamento, in ottemperanza all’Intesa tra Governo, Regioni e Province Autonome del 25 luglio 2012, che definisce i requisiti minimi e le modalità organizzative per l’accreditamento delle strutture di assistenza ai malati in fase terminale e delle unità di cure palliative e terapia del dolore, hanno definito le linee di indirizzo regionali delle rispettive reti cliniche.


 NORMATIVA NAZIONALE
• Legge n. 38, 15 marzo 2010 “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” (GU n. 65 del 19/3/2010)
• Parere espresso dal Consiglio superiore di sanità, Sezione I, sulle “Linee guida per la promozione, lo sviluppo e il coordinamento degli interventi regionali nell'ambito della rete di cure palliative e dalla rete di terapia del dolore”. 13 luglio 2010
• Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, 16 dicembre 2010 “Accordo, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sulle linee guida per la promozione, lo sviluppo e il coordinamento degli interventi regionali nell'ambito della rete di cure palliative e della rete di terapia del dolore” (Rep. atti n. 239/CSR)
• Decreto 4 aprile 2012, Ministero dell'istruzione, dell'Università e della ricerca “Istituzione del Master universitario di Alta Formazione e Qualificazione in «Terapia del dolore» per medici specialisti” (12A04290) (GU Serie generale n. 89 del 16/4/2012)
• Decreto 4 aprile 2012, Ministero dell'istruzione, dell'Università e della ricerca “Istituzione del Master universitario di Alta Formazione e Qualificazione in «Cure palliative» per medici specialisti” (12A04291) (GU Serie generale n. 89 del 16/4/2012)
• Decreto 4 aprile 2012, Ministero dell'istruzione, dell'Università e della ricerca “Istituzione del Master universitario di Alta Formazione e Qualificazione in «Terapia del dolore e cure palliative pediatriche» per medici pediatri” (12A04292) (GU Serie generale n. 89 del 16/4/2012)

NORMATIVA REGIONALE
- DGR n.846 del 12/07/2014 “Linee di indirizzo per la definizione della Rete regionale di cure palliative “
- DGR n. 1285 del 17/11/2014 “Linee di indirizzo per la definizione della Rete regionale di cure palliative e terapia del dolore pediatrica”
- DGR n.325 del 20/04/2015  “Linee di indirizzo per la definizione della Rete regionale della terapia del dolore”

LINK UTILI:

http://www.salute.gov.it
http://old.iss.it
http://www.agenas.it
Indagine conoscitiva nazionale sullo sviluppo delle cure palliative domiciliari come livello essenziale di assistenza 

MALATTIE RARE

Presentazione
Una malattia è considerata "rara" quando colpisce non più di 5 persone ogni 10.000 abitanti. La bassa prevalenza nella popolazione non significa però che le persone con malattia rara siano poche. Si parla infatti di un fenomeno che colpisce milioni di persone in Italia e addirittura decine di milioni in tutta Europa. Del resto, il numero di Malattie Rare (MR) conosciute e diagnosticate oscilla tra le 7000 e le 8000. Parlare di MR nella loro totalità e non come singole patologie, serve a mettere in luce e riconoscere una serie di comuni problematiche assistenziali e a progettare interventi di sanità pubblica mirati e non frammentati che coinvolgano gruppi di popolazione accumunati da bisogni simili, pur salvaguardandone peculiarità e differenze.
In Italia il Decreto Ministeriale 279/2001 "Regolamento di istituzione della rete nazionale delle malattie rare e di esenzione dalla partecipazione al costo delle relative prestazioni sanitarie”, indica fra le priorità la "tutela dei soggetti affetti da malattie rare" e, come risposta istituzionale alle problematiche correlate, la realizzazione di una rete nazionale costituita da Presidi, appositamente individuati dalle Regioni per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la terapia.
La Regione Marche è stata tra le prime regioni a recepire il DM 279/2001, dedicando una grande attenzione alle MR e mettendo in atto una serie di azioni volte alla definizione e al consolidamento di un sistema per la diagnosi e l’assistenza ai pazienti con malattia rara. Con DGR 1031 del 18/09/06 è stata individuata l’A.O. Ospedali Riuniti Umberto I – G.M.Lancisi – G.Salesi quale presidio della rete regionale per le malattie rare e successivamente, nel 2017, sempre presso l'A.O.U. Ospedali riuniti di Ancona, è  stato individuato il Centro di riferimento per le malattie rare (CRMR), coordinato dalla Dr.ssa Anna Ficcadenti.
Nella regione Marche sono inoltre presenti due centri di riferimento specialistico, rispettivamente il centro specialistico per lo screening neonatale allargato per le malattie metaboliche,presso l’A.O. Ospedali Riuniti Marche Nord, coordinato dalla Dr.ssa Vera Stoppioni, ed il Centro di riferimento per le Malattie Emorragiche Congenite (MEC), presso il presidio ospedaliero di Macerata, coordinato dalla Dr.ssa Isabella Cantori.
Al fine di un governo efficace e condiviso della rete delle MR è stato istituito, a livello regionale, il coordinamento regionale malattie rare del quale fanno parte i diversi referenti dei nodi della rete.


NORMATIVA NAZIONALE:

DPCM 12 gennaio 2017 Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502
DECRETO del Ministero della Salute 15/04/2008 - Individuazione dei Centri interregionali per le malattie rare a bassa prevalenza.
DETERMINAZIONE della Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano del 10/05/2007
ACCORDO, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sul riconoscimento di Centri di coordinamento regionali e/o interregionali, di Presidi assistenziali sovraregionali per patologie a bassa prevalenza e sull'attivazione dei registri regionali ed interregionali delle malattie rare. (Repertorio atti n. 103/CSR del 10 maggio 2007).
ACCORDO della Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano del 11/07/2002
ACCORDO tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sui criteri di individuazione e di aggiornamento dei Centri interregionali di riferimento delle malattie rare. (Rep. n. 1485)
CIRCOLARE del Ministero della Salute n. 13 - Indicazioni per l'applicazione dei regolamenti relativi all'esenzione per malattie croniche e rare del 13/12/2001
DECRETO del Ministero della Sanità n. 279 del 18/05/2001 - Regolamento di istituzione della rete nazionale delle malattie rare e di esenzione dalla partecipazione al costo delle relative prestazioni sanitarie, ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124

 

NORMATIVA REGIONALE:

DGR n.716 del 26/06/2017 “Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri de12.01.2017 "Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30.12.1992, n. 502". Recepimento e prime disposizioni attuative”
DGR n.882 del 01/08/16 Recepimento dell'Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano sul documento "Piano nazionale per le malattie rare (PNMR)" del 16 ottobre 2014 (rep atti 140/CSR). Linee di indirizzo per la definizione della attività della rete delle Malattie Rare della Regione Marche
DGR n.1735 del 27/12/2013 “Disposizioni relative alla costituzione del coordinamento regionale malattie rare: revisione della deliberazione n.1031/06
DGR n.1557 del 18/11/2013 “Presidio della rete regionale per le malattie rare con funzioni di cui al DM 279/01: sperimentazione per la somministrazione della terapia enzimatica sostitutiva in regime di assistenza domiciliare”
DGR n.918 del 17/06/13 “Screening neonatale allargato per malattie metaboliche ereditarie nella Regione Marche”

Link utili:
Orphanet: http://www.orpha.net/consor/cgi-bin/index.php?lng=IT
The National Organization for Rare Disorder: https://www.rarediseases.org
Centro nazionale MR Istituto Superiore di Sanità: http://www.iss.it/cnmr/
Ministero della Sanità: http://www.salute.gov.it
Presidio regionale MR AOU Ancona: http://www.ospedaliriuniti.marche.it/



NORMATIVA NAZIONALE

- Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano sul Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa per il triennio 2010-2012 del 28 ottobre 2010

- Intesa tra il Governo le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano sul Piano Nazionale di Contenimento dei Tempi di Attesa per il triennio 2006-2008 del 28 marzo 2006

- Accordo Stato Regioni repertorio atti n.1488 dell'11/07/2002: “Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano sul documento di indicazioni per l’attuazione del punto a) dell’Accordo Stato Regioni del 14 febbraio 2002, sulle modalità di accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e indirizzi applicativi sulle liste d’attesa” 

- DPCM 16/04/2002: "Linee guida sui criteri di priorità per l'accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e i tempi massimi di attesa" 

- Accordo Stato Regioni n 724, repertorio ati n.1386 del 14/02/2002: “Accordo tra il Governo le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano sulle modalità di accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e indirizzi applicativi sulle liste d’attesa” 


NORMATIVA REGIONALE

- DGR 604/2018: “Piano Regionale per il Governo delle Liste di Attesa (PRGLA) per le prestazioni di Specialistica ambulatoriale e diagnostica sottoposte a monitoraggio dal Piano Nazionale Governo Liste di Attesa (PNGLA), per gli erogatori pubblici e privati accreditati della Regione Marche per gli anni 2018-2020"

- DGR 808/2015: “Piano Regionale per il Governo delle Liste di Attesa (PRGLA) per le prestazioni di Specialistica ambulatoriale e diagnostica sottoposte a monitoraggio dal Piano Nazionale Governo Liste di Attesa (PNGLA), per gli erogatori pubblici e privati accreditati della Regione Marche per gli anni 2015-2016” 

- DGR 193/2015: "DGR n.5/2015:Definizione del Nomenclatore delle Prestazioni di Assistenza Specialistica Ambulatoriale pe gli erogatori pubblici e provati accreditati dalla Regione Marche e relative tariffe- Integrazioni e chiarimenti"

- DGR 106/2015: "Legge n.120/2017 art. 1 commi 4,5,6,7; L.R n.13/2003 art.3 comma 2 lettera a)- Approvazione linee di indirizzo agli enti del SSR in materia di libera professione intramuraria del personale delle dirigenza medica veterinaria e sanitarie e per l'adozione dei piani aziendali dei volumi di attività istituzionale e di attività libero professionale intramuraria. -Revoca deliberazioni n 1812/2000 e 972/2008

- DGR 5/2015: "Modifiche DGR n.1468/2014:Definizione del Nomenclatore delle Prestazioni di Assistenza Specialistica Ambulatoriale per gli erogatori pubblici e provati accreditati dalla Regione Marche e relative tariffe" 

- DGR 1468/2014: "Definizione del Nomenclatore delle Prestazioni di Assistenza Specialistica Ambulatoriale pe gli erogatori pubblici e provati accreditati dalla Regione Marche e relative tariffe"

- DGR 1012/2014: “Definizione dei Raggruppamenti d'Attesa Omogenei (RAO) per priorità clinica di accesso per la garanzia dei tempi massimi di attesa delle prestazioni di specialistica ambulatoriale”

- DGR 1/2014: “Linee di indirizzo per il Governo dell´erogazione delle prestazioni di specialista ambulatoriale per la garanzia del rispetto dei Tempi massimi di attesa” 

- DGR 1040/2011: “Recepimento dell'intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sul Piano nazionale di governo delle liste di attesa per il triennio 2010-2012, di cui all'art. 1, comma 280, della L. n. 266/2005 ed approvazione del Piano regionale di governo delle liste di attesa"

- DGR 494/2007: “Integrazione alla DGR 843/2006 "Recepimento ed attuazione delle indicazioni contenute nell´intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 28 marzo 2006, in merito al recepimento del piano nazionale di contenimento dei tempi di attesa per il triennio 2006-2008, di cui all´art. 1 comma 280 della L. n. 266/2005 in relazione alle linee guida per la certificazione degli adempimenti dei piani regionali emanate dal comitato nazionale LEA"

- DGR 843/2006: “Recepimento e prima attuazione dell´intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano del 28 marzo 2006, sul piano nazionale di contenimento dei tempi di attesa per il triennio 2006-2008, di cui all´art. 1, comma 280 della L. n. 266/2005” 

- DGR 568/2006: “Linee guida per la gestione delle liste di attesa per le prestazioni specialistiche ambulatoriali”

- DGR 978/2002: “D. Lgs 124/98 - indirizzi per la definizione degli obiettivi delle Aziende sanitarie in materia di razionalizzazione delle modalità di accesso alle prestazioni sanitarie e di abbattimento dei tempi di attesa” 

- DGR 747/2002: “Protocollo d'intesa per la realizzazione del progetto di ricerca finalizzata: Valutazione dei fattori determinanti la formazione delle liste di attesa e proposte di interventi volti a controllarle

 

Tutti gli altri atti amministrativi regionali a cui si fa riferimento possono essere reperiti sul sito www.norme.marche.it


DOCUMENTI UTILI
Glossario in materia di Tempi e Liste di attesa

 

GOVERNO DEI TEMPI D’ATTESA
L’accessibilità ai servizi sanitari è uno degli aspetti più delicati nel rapporto tra cittadini e Servizio Sanitario, in quanto la possibilità di ricevere cure tempestive e adeguate ai propri bisogni di cura influisce fortemente sull’efficacia di un processo diagnostico, terapeutico e assistenziale, nondimeno sulla qualità dell’assistenza percepita. 
L’uniformazione dei processi di accesso rappresenta pertanto un obiettivo prioritario della politica sanitaria e negli ultimi anni l’obiettivo della riduzione dei tempi di attesa è stato oggetto di una serie di atti normativi, quali il Piano Nazionale di Contenimento dei Tempi di Attesa (PNCTA 2006-2008) e il Piano Nazionale di Governo delle Lista di Attesa (PNGLA 2010-2012), che hanno fissato i tempi massimi di accesso da garantire per una serie di prestazioni di ampio utilizzo sia ambulatoriali sia di ricovero, attivando i flussi informativi necessari al monitoraggio del fenomeno liste di attesa. 
L’attenzione al problema delle liste di attesa è stata orientata sulle prestazioni di specialistica ambulatoriale in quanto porta d’ingresso per l’accesso a trattamenti diagnostico terapeutici di seconda istanza, divenuta negli anni la modalità più frequente di contatto/accesso del cittadino col sistema sanitario, con progressivo aumento del numero e della complessità delle prestazioni richieste e conseguente incremento dei TdA.
A livello regionale, la necessità di disciplinare e gestire le problematiche relative alle liste ai tempi di attesa si è tradotta in una lunga serie di atti normativi (DGRM n. 1040/2011; DGRM n.1/2014 e DGRM n.1012/2014) che, in coerenza con le indicazioni nazionali, hanno definito importanti presupposti per la gestione degli accessi alle prestazioni ambulatoriali e di ricovero, tra cui l’adozione di classi di priorità finalizzate a garantire l’assistenza sanitaria in base all’urgenza dei pazienti anziché all’ordine di prenotazione. 
Con DGR n. 1040/2011 è stato recepito il PNGLA 2010-12 ed approvato il Piano regionale di governo delle liste di attesa (PRGLA), definendo i tempi massimi di attesa con alcune deroghe, in situazioni di particolare criticità, rispetto a quanto previsto dal PNGLA; promuovendo il miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva e individuando gli strumenti di rilevazione per il monitoraggio dei tempi di attesa.
L’andamento del sistema viene pubblicato periodicamente sul sito Ars e viene realizzato attraverso due modalità, ex-ante ed ex-post, per quanto attiene alle prestazioni ambulatoriali indicate dal PNGLA, 14 visite specialistiche e 29 prestazioni di diagnostica strumentale, per le quali sono stati individuati i tempi di attesa per le classi di priorità B e D, da garantire ad almeno il 90% degli utenti che ne fanno richiesta, purché non venga rifiutata la prima disponibilità in Area Vasta. I tempi massimi sono garantiti esclusivamente alle prime visite e alle prime prestazioni diagnostiche/terapeutiche/riabilitative in quanto rappresentano "il primo contatto del paziente con il sistema relativamente al problema di salute posto" (Piano regionale Governo Liste di Attesa 2010-2012), escludendo dall'elenco le prestazioni di controllo e le prestazioni di screening.
Il monitoraggio dei tempi di attesa per le prestazioni erogate in regime di ricovero utilizza il flusso SDO (schede di dimissione ospedaliera). Sono inoltre sottoposti a monitoraggio i tempi di attesa dei percorsi diagnostico terapeutici nelle aree cardiologica e oncologica, relativamente alle quali è fondamentale la tempestività di interventi diagnostici e di cura. Infine, sempre tenendo conto delle indicazioni condivise a livello nazionale, sono monitorate le eventuali sospensioni delle attività di erogazione delle prestazioni, vietate ai sensi del comma 282 dell’articolo 1 della L. 266/2015, e alcune prestazioni ambulatoriali libero professionali delle 43 individuate dal PNGLA, erogate a favore e a carico dell’utente.
Per quanto riguarda l’appropriatezza prescrittiva, per favorire la standardizzazione dei comportamenti prescrittivi la DGRM n. 1012/2014 ha introdotto i Raggruppamenti di Attesa Omogenei (RAO) per priorità clinica di accesso, ovvero i criteri clinici in base ai quali attribuire la classe di priorità relativamente a 19 prestazioni di specialistica ambulatoriale delle 43 sottoposte a monitoraggio dal PNGLA, predisposti e condivisi dai professionisti del settore.
Le principali linee di intervento in materia sono state definite con la DGR n. 808/2015 che ha approvato il “Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa (PRGLA) 2015-2016”, a seguito del quale tutte le Aziende Sanitarie hanno adottato i propri piani attuativi riorganizzando le modalità di accesso alle prestazioni ambulatoriali con la differenziazione dei primi accessi dagli accessi successivi e l’individuazione di spazi differenziati per l’erogazione delle prestazioni secondo tempi dettati da criteri di priorità clinica. Tale differenziazione tra prime visite e controllo è alla base dei PNGLA in quanto la tutela della salute del cittadino ad accedere alle cure è più importante quando si è nella fase diagnostica iniziale.
Dal 2010, inoltre la regione Marche si è dotata di un CUP (centro unico di prenotazione) regionale ed interaziendale quale strumento unico di prenotazione per la gestione e il controllo delle attività di erogazione delle prestazioni di specialistica ambulatoriale. Tale strumento consente di valutare le agende di tutte le strutture operative erogatrici per una specifica prestazione ambulatoriale, permettendo ai cittadini marchigiani di prenotare una visita specialistica o una prestazione strumentale con un unico accesso telefonico o presso un qualsiasi sportello prenotazioni e in una qualsiasi Azienda sanitaria della regione e di scegliere dove eseguirla in base alla preferenza di una determinata struttura, alla vicinanza al luogo di residenza, o alla rapidità nei tempi di offerta.
Nell'ultimo triennio la produzione delle 43 prestazioni specialistiche sottoposte a monitoraggio è sensibilmente aumentata e le prestazioni con classe di priorità Breve e Differibile sono state erogate a quasi il 90% dei richiedenti, garantendo alla regione Marche il pieno adeguamento alla normativa nazionale. Il permanere di alcune situazioni critiche ha reso tuttavia necessario l’avvio di nuove azioni finalizzate a consolidare e omogeneizzare il governo dei tempi d’attesa. 
In quest’ottica con DGRM n.640 del 14/5/2018 Regione Marche ha adottato un nuovo Piano Regionale per il Governo dei Tempi d'Attesa (PRGLA), confermando i tempi massimi di erogazione per le 43 prestazioni ambulatoriali e di ricovero di cui al PNGLA 2010-12, in linea con le nuove indicazioni in materia previste dall'imminente Intesa sul Piano Nazionale di governo dei tempi di attesa (PNGLA) per il triennio 2018-20. 
Oltre al rafforzamento delle azioni già previste, il provvedimento si propone di facilitare l’accesso dei cittadini attraverso l’ampliamento dell’offerta di prestazioni, il miglioramento dell'appropriatezza della domanda e il miglioramento della gestione delle agende di prenotazione, confermando il valore strategico del Gruppo Operativo Regionale (GOR) dei Tempi di Attesa per le prestazioni sanitarie già istituito con DGRM n.808 del 29/09/2015 e aggiornato nella composizione con nuovo Decreto del Servizio Sanità.




NORMATIVA NAZIONALE
-L. 8 marzo 2017, n. 24 “disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.

NORMATIVA REGIONALE

-DGR n. 1513 del 28/9/2009: “Recepimento da parte della Regione Marche dell´accordo del 20 marzo 2008 ai sensi dell’art. 8, comma 6, della L.  n.  131/2003,  tra  il  Governo,  le  Regioni e le Province  autonome di Trento e di Bolzano concernente: "La  gestione  del  rischio clinico e la sicurezza dei pazienti  e  delle  cure" - Approvazione del programma regionale di rischio clinico”

-DGR 1479 del 28/10/2013: “DGR n. 1513/2009 "Recepimento da parte della Regione Marche   dell'accordo  del  20  marzo  2008  ai  sensi dell'art. 8, comma  6,  della  L.  n.  131/2003, tra Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di   Bolzano  concernente:  La  gestione  del  rischio clinico  e  la  sicurezza  dei pazienti e delle cure - Approvazione   del   programma  regionale  di  rischio clinico":  Integrazione  e modifica - Approvazione del Documento   di   definizione  dei  Flussi  informativi relativi agli "eventi sentinella”

-DGR 1094 del 15/12/2015: “Rischio clinico e sicurezza dei pazienti e delle cure: Approvazione del Sistema Regionale di monitoraggio dei piani di miglioramento aziendali  successivi  agli eventi sentinella”

-DGR 1097 del 15/12/2015: “Rischio clinico e sicurezza dei pazienti e delle cure - Approvazione  di atto di indirizzo alle Aziende del SSR  per  la  Prevenzione  delle  cadute  di  persone assistite”

 

Tutti gli altri atti amministrativi regionali a cui si fa riferimento possono essere reperiti sul sito www.norme.marche.it




Il Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza del Paziente (Centro Regionale Rischio Clinico: CRRC) si occupa della promozione della cultura della sicurezza dei pazienti e degli operatori, sicurezza tra l’altro, basata sul concetto dell’apprendere dall’errore, al fine di garantire un sistema sanitario maggiormente sicuro ed equo. 

Per raggiungere ciò è necessario l’impegno collettivo attraverso programmi di governo clinico e di miglioramento continuo della qualità che pongono al centro i bisogni dei cittadini e valorizzano il ruolo e le responsabilità di tutte le figure professionali che operano all’interno del SSR. 
A livello regionale e nelle Aziende sanitarie sono effettuate, infatti, attività di analisi, valutazione e prevenzione dei rischi, applicazione e monitoraggio di buone pratiche per la sicurezza, gestione di eventi avversi e azioni di sostegno e riparazione per eventuali eventi negativi che si dovessero verificare all’interno delle strutture sanitarie, il tutto volto all’identificazione di strategie di miglioramento della pratica clinica anche per quanto concerne il governo del contenzioso, finalizzato anche al contenimento della spesa.
Nel 2009 (DGR n. 1513 del 28/9/2009) è stato per la prima volta avviato un programma regionale di rischio clinico quale recepimento da parte della regione Marche dell’accordo del 20 marzo 2008 ai sensi dell’art. 8 della L. 5 giugno 2003 n. 131 tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, con finalità di realizzare un adeguato livello di coordinamento delle attività svolte dagli Enti del SSR sulla base di criteri metodologici omogenei e condivisi al fine di migliorare il grado di sicurezza dei pazienti nelle strutture sanitarie marchigiane.
E’ stato, quindi, approvato un programma regionale caratterizzato da specifiche linee progettuali a breve termine e medio lungo termine: è stato dato avvio all’implementazione del Sistema Informativo Monitoraggio Errori in Sanità (SIMES) per sinistri ed eventi sentinella istituito a livello Ministeriale, all’elaborazione di report annuali di flussi informativi sugli eventi sentinella, eventi avversi e sinistri, all’elaborazione ed attuazione di un piano di formazione per la funzione di rischio clinico aziendale e per i professionisti del SSR, al monitoraggio dello stato di implementazione delle Raccomandazioni del Ministero della Salute e dell’OMS  per la sicurezza dei pazienti, all’elaborazione di un sistema di monitoraggio dei piani di miglioramento stabiliti in seguito alle analisi condotte sugli eventi sentinella segnalati nonché la predisposizione di un piano formativo destinato ai referenti della funzione aziendale gestione del rischio clinico di ciascun ente del SSR.
In tutti questi anni ed anche oggi la Regione Marche e l’ARS hanno fatto si la gestione del rischio clinico fosse considerata un sistema sinergico e interagente a vari livelli, coerente con gli obiettivi di partecipazione dei professionisti e funzionale al raggiungimento del mandato delle organizzazioni sanitarie in tema di “Governo Clinico”, anche integrato in modo sinergico con gli altri requisiti e Sistemi per la Gestione della Qualità previsti Istituzionalmente.
Oggi, in linea con quanto indicato nella Legge n. 24 dell’8 marzo 2017, la regione Marche, con specifica delibera in via di imminente pubblicazione, è pronta ad istituire il Centro regionale per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente il cui compito sarà quello, in linea con quanto il dettato legislativo prevede, di raccogliere dalle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private i dati regionali sui rischi, eventi avversi, contenzioso, per trasferirli, annualmente, tramite procedura telematica, all’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità. L’attività del Centro sarà, quindi, formalizzata attraverso l’indicazione di specifiche linee progettuali.
Link utili:
Il flusso informativo SIMES degli eventi "sentinella"
http://www.nsis.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1783_allegato.pdf
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2353_allegato.pdf
http://www.normativasanitaria.it/jsp/dettaglio.jsp?aggiornamenti=&attoCompleto=si&id=31855&page=&anno=null
http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&id=2353
AGENAS: Monitoraggio della implementazione delle raccomandazioni per la prevenzione degli eventi sentinella
http://www.agenas.it/aree-tematiche/qualita/rischio-clinico-e-sicurezza-del-paziente/monitoraggio-delle-raccomandazioni

Ministero della Salute
http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_5.jsp?lingua=italiano&area=qualita&menu=sicurezza
http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_3_qualita.html
http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=250&area=qualita&menu=sicurezza
Agenas: Osservatorio Nazionale Sinistri e Polizze Assicurative
http://www.agenas.it/aree-tematiche/qualita/rischio-clinico-e-sicurezza-del-paziente/rischio-clinico-e-sicurezza-del-paziente-3

Gazzetta Ufficiale Legge n. 24 dell’8 marzo 2017
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/03/17/17G00041/sg

CENTRO REGIONALE GESTIONE RISCHIO CLINICO (CRRC)

Il Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza del Paziente (Centro Regionale Rischio Clinico: CRRC) si occupa della promozione della cultura della sicurezza dei pazienti e degli operatori, sicurezza tra l’altro, basata sul concetto dell’apprendere dall’errore, al fine di garantire un sistema sanitario maggiormente sicuro ed equo.

Per raggiungere ciò è necessario l’impegno collettivo attraverso programmi di governo clinico e di miglioramento continuo della qualità che pongono al centro i bisogni dei cittadini e valorizzano il ruolo e le responsabilità di tutte le figure professionali che operano all’interno del SSR.

A livello regionale e nelle Aziende sanitarie sono effettuate, infatti, attività di analisi, valutazione e prevenzione dei rischi, applicazione e monitoraggio di buone pratiche per la sicurezza, gestione di eventi avversi e azioni di sostegno e riparazione per eventuali eventi negativi che si dovessero verificare all’interno delle strutture sanitarie, il tutto volto all’identificazione di strategie di miglioramento della pratica clinica anche per quanto concerne il governo del contenzioso, finalizzato anche al contenimento della spesa.

Nel 2009 (DGR n. 1513 del 28/9/2009) è stato per la prima volta avviato un programma regionale di rischio clinico quale recepimento da parte della regione Marche dell’accordo del 20 marzo 2008 ai sensi dell’art. 8 della L. 5 giugno 2003 n. 131 tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, con finalità di realizzare un adeguato livello di coordinamento delle attività svolte dagli Enti del SSR sulla base di criteri metodologici omogenei e condivisi al fine di migliorare il grado di sicurezza dei pazienti nelle strutture sanitarie marchigiane.

E’ stato, quindi, approvato un programma regionale caratterizzato da specifiche linee progettuali a breve termine e medio lungo termine: è stato dato avvio all’implementazione del Sistema Informativo Monitoraggio Errori in Sanità (SIMES) per sinistri ed eventi sentinella istituito a livello Ministeriale, all’elaborazione di report annuali di flussi informativi sugli eventi sentinella, eventi avversi e sinistri, all’elaborazione ed attuazione di un piano di formazione per la funzione di rischio clinico aziendale e per i professionisti del SSR, al monitoraggio dello stato di implementazione delle Raccomandazioni del Ministero della Salute e dell’OMS  per la sicurezza dei pazienti, all’elaborazione di un sistema di monitoraggio dei piani di miglioramento stabiliti in seguito alle analisi condotte sugli eventi sentinella segnalati nonché la predisposizione di un piano formativo destinato ai referenti della funzione aziendale gestione del rischio clinico di ciascun ente del SSR.

In tutti questi anni ed anche oggi la Regione Marche e l’ARS hanno fatto si la gestione del rischio clinico fosse considerata un sistema sinergico e interagente a vari livelli, coerente con gli obiettivi di partecipazione dei professionisti e funzionale al raggiungimento del mandato delle organizzazioni sanitarie in tema di “Governo Clinico”, anche integrato in modo sinergico con gli altri requisiti e Sistemi per la Gestione della Qualità previsti Istituzionalmente.

Oggi, in linea con quanto indicato nella Legge n. 24 dell’8 marzo 2017, la regione Marche, con specifica delibera in via di imminente pubblicazione, è pronta ad istituire il Centro regionale per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente il cui compito sarà quello, in linea con quanto il dettato legislativo prevede, di raccogliere dalle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private i dati regionali sui rischi, eventi avversi, contenzioso, per trasferirli, annualmente, tramite procedura telematica, all’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità. L’attività del Centro sarà, quindi, formalizzata attraverso l’indicazione di specifiche linee progettuali.

Referenti:

Direttore GRRC: Claudio Martini

Dirigenti Medici: Giuseppina Benedetto, Letizia Ferrara, Gianna Hazurovic


Segreteria e Contatti: Valeria Crudi

ARS Marche, via Gentile Da Fabriano, 3 - 60125 Ancona

Tel   071 8064567,

Fax  071 8064056

E-mail:  valeria.crudi@regione.marche.it


NORMATIVA NAZIONALE

-Nota del Ministero della Salute del 26 luglio 2011, n. 356245
-Accordo Stato Regioni del 16 dicembre 2010

NORMATIVA REGIONALE
-Decreto n. 2/AST del 09/03/2018
-DGR n.  925 del 31/07/2017
-DGR n. 924 del 31/07/2017 
-DGR n. 832 del 17/07/2017
-DGR n. 604 del 13/06/2016
-DGR n.  1137 del 21/12/2015
-DGR n. 846 del 05/10/2015
--DGR n. 697 del 28/08/2015
-DGR n. 317 del 20/04/2015
-DGR n. 108 del 23/02/2015
-DGR n. 1219 del 27/10/2014
-DGR n. 847 del 12/07/2014 
-DGR n. 675 del 04/06/2014
-Decreto n. 12/RAO del 04/03/2014
-Decreto n. 5/RAO del 24/02/2014
-DGR n. 1345 del 30/09/2013
-DGR n. 918 del 17/06/2013
-Decreto n. 87/DSS del 20/09/2012
-DGR n. 1405 del 24/10/2011
-DGR n. 1088 del 25/05/2011

 

Tutti gli altri atti amministrativi regionali a cui si fa riferimento possono essere reperiti sul sito www.norme.marche.it

 

 

 

PERCORSO NASCITA

«Obiettivo dell’assistenza perinatale è una mamma con il suo bambino
 in perfetta salute, che ha ricevuto il massimo livello di cura 
compatibile con la sicurezza, in un luogo e in modo quanto più vicino
 alla sua casa e alla sua cultura». (raccomandazione OMS)

Il tema della qualità e della sicurezza dei punti nascita nel nostro Paese e del relativo percorso assistenziale, è approdato in Conferenza permanente delle Regioni, con l’Accordo del 16 dicembre 2010 sulle nuove Linee di indirizzo per il percorso nascita (Rep. 173/CU).

Oggetto dell’Accordo è un programma nazionale di interventi nel triennio 2010-2012, articolato in 10 linee di azione, da avviare congiuntamente a livello nazionale, regionale e locale.

La Regione Marche con DGR 1088 del 25 luglio 2011 così come integrata dalla DGR 1405/11, ha provveduto a recepire l’Accordo.
Il punto 10 delle Linee di indirizzo dell’Accordo di cui sopra prevede la costituzione del Comitato Percorso Nascita, interistituzionale, con funzione di verifica e coordinamento delle attività. Sempre il punto 10 dell’Accordo prevede che analoga funzione dovrà essere attivata a livello di ogni singola struttura sanitaria, sulla base dell’organizzazione regionale (CPNr).
Il CPNr (Decreto n. 2/AST del 09/03/2018) svolge la propria attività in raccordo con il CPN nazionale con particolare riguardo alla predisposizione di iniziative regionali per l’attuazione delle 10 linee di azioni, al fine di dare uniformità delle procedure su tutto il territorio regionale.

PERCORSO NASCITA: PARTO A DOMICILIO

L’assistenza al percorso nascita rappresenta un impegno importante per la politica e la programmazione sanitaria, non solo perché il parto è fra le cause di ricovero più frequente, ma anche per tutto l’indotto di prestazioni assistenziali intra ed extra-ospedaliere.

Con la Legge Regionale 27 luglio 1998, n. 22 e successive modificazioni ed integrazioni concernente “Diritti della partoriente, del nuovo nato e del bambino spedalizzato” la Regione Marche favorisce il benessere psicofisico della donna e del nascituro durante la gravidanza, il parto e il puerperio, promuove la informazione e la conoscenza sulle modalità di assistenza al parto, assicura la libertà di scelta circa i luoghi dove partorire.

L’articolo 6 della citata legge dispone altresì che con atto di Giunta vengano definite le modalità organizzative relativamente alla casa di maternità, al servizio di assistenza al parto a domicilio e i criteri sulle modalità di rimborso delle spese sostenute dalla partoriente in caso di parto a domicilio, offrendo due possibili soluzioni alla richiesta di demedicalizzazione ed umanizzazione del parto, secondo le raccomandazioni dell’OMS, nei casi di gravidanze a “basso rischio”, definite sulla base di criteri universalmente condivisi.

Con DGR 2440 del 4 ottobre 1999 è stato pertanto approvato un articolato programma concernente i criteri e le modalità attuative per il parto extra ospedaliero.

Tra le altre disposizioni vengono previsti anche appositi contributi, relativi a spese per ostetrica/o libero professionista, sia per il parto che avviene regolarmente a domicilio (lire 1.500.000) sia qualora sopravvengano complicanze e la donna porti a termine la gravidanza in ambiente ospedaliero (lire 500.000). Con L.R. 2/2008 si è proceduto ad aggiornare le somme su indicate e segnatamente € 1.20/0,00 nella ipotesi di parto a domicilio con percorso completo ed 1/3 (nota esplicativa Dirigente Servizio salute del 12.4.2010) qualora si verifichino complicanze ed il parto avvenga in presidio ospedaliero.



* Progetto nazionale CCM “Analisi delle attività della rete dei consultori familiari per una rivalutazione del loro ruolo con riferimento anche alle problematiche relative all’endometriosi”.
*Adesione al sistema di sorveglianza della mortalità materna, coordinato dall’ISS, istituito con DPCM del 12/05/2017 presso l’Istituto Superiore di Sanità, in attuazione del precedente decreto legge che prevede l’estensione della sorveglianza all’intero territorio nazionale.
* Progetto “Misure afferenti alla prevenzione, alla diagnosi, cura e assistenza della sindrome depressiva post partum”, ai sensi dell’Intesa Stato – Regioni del 31 gennaio 2018 (Rep. 20/CSR).

Link utili:
http://www.salute.gov.it
http://www.norme.marche.it

 


PERCORSO NASCITA

«Obiettivo dell’assistenza perinatale è una mamma con il suo bambino
 in perfetta salute, che ha ricevuto il massimo livello di cura 
compatibile con la sicurezza, in un luogo e in modo quanto più vicino
 alla sua casa e alla sua cultura». (raccomandazione OMS)

Il tema della qualità e della sicurezza dei punti nascita nel nostro Paese e del relativo percorso assistenziale, è approdato in Conferenza permanente delle Regioni, con l’Accordo del 16 dicembre 2010 sulle nuove Linee di indirizzo per il percorso nascita (Rep. 173/CU).

Oggetto dell’Accordo è un programma nazionale di interventi nel triennio 2010-2012, articolato in 10 linee di azione, da avviare congiuntamente a livello nazionale, regionale e locale.

La Regione Marche con DGR 1088 del 25 luglio 2011 così come integrata dalla DGR 1405/11, ha provveduto a recepire l’Accordo.
Il punto 10 delle Linee di indirizzo dell’Accordo di cui sopra prevede la costituzione del Comitato Percorso Nascita, interistituzionale, con funzione di verifica e coordinamento delle attività. Sempre il punto 10 dell’Accordo prevede che analoga funzione dovrà essere attivata a livello di ogni singola struttura sanitaria, sulla base dell’organizzazione regionale (CPNr).
Il CPNr (Decreto n. 2/AST del 09/03/2018) svolge la propria attività in raccordo con il CPN nazionale con particolare riguardo alla predisposizione di iniziative regionali per l’attuazione delle 10 linee di azioni, al fine di dare uniformità delle procedure su tutto il territorio regionale.


PERCORSO NASCITA: PARTO A DOMICILIO

L’assistenza al percorso nascita rappresenta un impegno importante per la politica e la programmazione sanitaria, non solo perché il parto è fra le cause di ricovero più frequente, ma anche per tutto l’indotto di prestazioni assistenziali intra ed extra-ospedaliere.

Con la Legge Regionale 27 luglio 1998, n. 22 e successive modificazioni ed integrazioni concernente “Diritti della partoriente, del nuovo nato e del bambino spedalizzato” la Regione Marche favorisce il benessere psicofisico della donna e del nascituro durante la gravidanza, il parto e il puerperio, promuove la informazione e la conoscenza sulle modalità di assistenza al parto, assicura la libertà di scelta circa i luoghi dove partorire.

L’articolo 6 della citata legge dispone altresì che con atto di Giunta vengano definite le modalità organizzative relativamente alla casa di maternità, al servizio di assistenza al parto a domicilio e i criteri sulle modalità di rimborso delle spese sostenute dalla partoriente in caso di parto a domicilio, offrendo due possibili soluzioni alla richiesta di demedicalizzazione ed umanizzazione del parto, secondo le raccomandazioni dell’OMS, nei casi di gravidanze a “basso rischio”, definite sulla base di criteri universalmente condivisi.

Con DGR 2440 del 4 ottobre 1999 è stato pertanto approvato un articolato programma concernente i criteri e le modalità attuative per il parto extra ospedaliero.

Tra le altre disposizioni vengono previsti anche appositi contributi, relativi a spese per ostetrica/o libero professionista, sia per il parto che avviene regolarmente a domicilio (lire 1.500.000) sia qualora sopravvengano complicanze e la donna porti a termine la gravidanza in ambiente ospedaliero (lire 500.000). Con L.R. 2/2008 si è proceduto ad aggiornare le somme su indicate e segnatamente € 1.20/0,00 nella ipotesi di parto a domicilio con percorso completo ed 1/3 (nota esplicativa Dirigente Servizio salute del 12.4.2010) qualora si verifichino complicanze ed il parto avvenga in presidio ospedaliero.



* Progetto nazionale CCM “Analisi delle attività della rete dei consultori familiari per una rivalutazione del loro ruolo con riferimento anche alle problematiche relative all’endometriosi”.
*Adesione al sistema di sorveglianza della mortalità materna, coordinato dall’ISS, istituito con DPCM del 12/05/2017 presso l’Istituto Superiore di Sanità, in attuazione del precedente decreto legge che prevede l’estensione della sorveglianza all’intero territorio nazionale.
* Progetto “Misure afferenti alla prevenzione, alla diagnosi, cura e assistenza della sindrome depressiva post partum”, ai sensi dell’Intesa Stato – Regioni del 31 gennaio 2018 (Rep. 20/CSR).


CONSULTORIO FAMILIARE
“I profili di assistenza sono strumenti di gestione clinica usati da chi eroga prestazioni sanitarie per definire la migliore sequenza di azioni, nel tempo ottimale, degli interventi rivolti ai pazienti”.
“Sono piani interdisciplinari di cura creati per rispondere a specifici problemi clinici o di diagnosi e pongono l’attenzione sul miglioramento dei processi per aumentare l’efficienza e l’efficacia dell’assistenza e del servizio offerti”.
Il profilo di assistenza, inteso quindi come strumento elettivo per coordinare gli interventi socio-sanitari si sviluppa dall’osservazione dei cinque principi guida: miglioramento continuo; focalizzazione sui bisogni dei pazienti; riduzione delle variazioni della pratica clinica; lavoro in team; massimizzazione dell’efficienza.
Le caratteristiche che connotano l’operatività e il tratto qualitativo del consultorio Familiare, quali presupposti di base al loro funzionamento, sono: orientamento alla prevenzione e all’educazione alla salute; integrazione con gli altri servizi ASUR per interventi complessi e continuità assistenziale; radicamento nella comunità locale e capacità di interazione con le componenti sociali e gli Ambiti Territoriali sociali; capacità di presa in cura di situazioni multiproblematiche, in prevalenza su mandato dell’Autorità Giudiziaria. 
Le Aree di Intervento ed i relativi Percorsi Assistenziali del Consultorio Familiare sono: Nascita –Infanzia; Adolescenza; Salute Donna; benessere Coppia –Famiglia – Sessualità; Tutela Minori (rapporti con gli organi Giudiziari); Utenza spontanea.