È stata inaugurata oggi pomeriggio la nuova piscina riabilitativa nella sede di Porto San Giorgio del Distretto sanitario dell’AST di Fermo. All’inaugurazione erano presenti il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, insieme ai vertici dell’Azienda sanitaria territoriale di Fermo, al personale sanitario e ai rappresentanti delle istituzioni del territorio. Presenti tra gli altri anche l’assessore al Lavoro Tiziano Consoli, i consiglieri regionali Jessica Marcozzi e Andrea Putzu, il sindaco Valerio Vesprini, il presidente della Provincia Michele Ortenzi e l’Arcivescovo Rocco Pennacchio.
La nuova struttura amplia in modo significativo le possibilità terapeutiche a disposizione della UOC Medicina Fisica e Riabilitazione dell’AST di Fermo, mettendo a disposizione dei pazienti uno strumento particolarmente efficace per numerosi percorsi riabilitativi. L’idroterapia trova infatti applicazione nel trattamento delle patologie ortopediche e neurologiche, nei percorsi successivi agli interventi chirurgici, nelle difficoltà di deambulazione e nella gestione del dolore cronico, sfruttando i benefici dell’ambiente acquatico in termini di scarico articolare, facilitazione del movimento e recupero funzionale.
“La sanità – ha detto il presidente Acquaroli - ha bisogno di queste strutture per fare un salto di qualità ed è quello che stiamo facendo attraverso il miglioramento, l’efficientamento e il potenziamento che stiamo portando in tutte le aziende sanitarie e con gli ospedali sul territorio regionale. Oggi inauguriamo un nuovo servizio, la nuova piscina riabilitativa, che rappresenta un tassello della visione che abbiamo messo in campo per la nostra sanità regionale, cioè una sanità diffusa, capace di aspirare all’efficienza e di rispondere alle esigenze dei territori. Abbiamo cercato di invertire una rotta, investendo sulle strutture, sulle tecnologie, sulla formazione e sulla sanità del territorio. Oggi abbiamo messo a disposizione enormi risorse, non solo attraverso il PNRR, ma anche attraverso i fondi del Governo e gli investimenti di carattere regionale, perché riteniamo fondamentali gli strumenti con cui i professionisti della sanità devono camminare. E devo dire che sono sinceramente orgoglioso dei risultati che siamo riusciti a raggiungere. Non sono il traguardo, ma sono una partenza. Se siamo una delle regioni che riesce ad avere, soprattutto sul tema ospedaliero e sul territorio, i migliori LEA in Italia, significa che abbiamo standard molto elevati. Se siamo la seconda regione in Italia sul tema delle liste d’attesa, significa che si può fare molto di più e molto meglio, ma davanti a noi abbiamo una sola regione. E se siamo una regione che riesce ad avere l’ospedale pubblico migliore d’Italia, significa che c’è un’efficienza, c’è un investimento e c’è un’attenzione che non nascono a caso. Tutto questo avviene mantenendo gli equilibri finanziari che lo Stato ci chiede e senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Per me questo è un altro motivo di orgoglio, perché mantenere la credibilità del sistema, continuare a investire sul territorio, efficientare e ottimizzare il patrimonio che abbiamo a disposizione è un lavoro che facciamo quotidianamente insieme ai direttori e all’assessore. Questa è una sfida complicata, perché la popolazione invecchia, aumenta la longevità, crescono le patologie di riferimento e, contemporaneamente, cresce la scienza e la capacità di intervenire. Per questo bisogna diversificare l’azione e costruire una sanità sempre più capace di rispondere alle nuove esigenze su tutto il territorio marchigiano”.