mercoledì 30 settembre 2026  08:00 

 

La Direttiva (UE) 2024/825, adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 28 febbraio 2024, introduce nuove regole per rafforzare la tutela dei consumatori e favorire una transizione verso un'economia più sostenibile. L'obiettivo è contrastare il greenwashing, migliorare le informazioni fornite sui prodotti e permettere ai cittadini di compiere scelte di acquisto più consapevoli.

Stop alle dichiarazioni ambientali ingannevoli

La direttiva interviene sulle pratiche commerciali scorrette e pone nuovi limiti alle dichiarazioni ambientali utilizzate nella comunicazione e nella pubblicità. Non sarà possibile utilizzare espressioni generiche come “ecologico”, “verde”, “rispettoso dell'ambiente” o “a basse emissioni” quando non sia possibile dimostrare un'eccellente performance ambientale.

Anche le dichiarazioni relative alla futura performance ambientale dovranno essere supportate da impegni concreti, verificabili e pubblicamente disponibili, accompagnati da obiettivi chiari, un piano realistico di attuazione e controlli indipendenti.

Vengono inoltre vietate le comunicazioni che attribuiscono a un intero prodotto o a un'intera azienda un beneficio ambientale che riguarda soltanto una parte del prodotto, dell'attività o della filiera.

Più trasparenza sulle etichette di sostenibilità

La normativa stabilisce nuove condizioni anche per le etichette di sostenibilità. Queste dovranno basarsi su sistemi di certificazione adeguati o essere istituite da autorità pubbliche. I sistemi di certificazione dovranno essere trasparenti, accessibili e sottoposti a controlli indipendenti.

In questo contesto assume particolare importanza l'EU Ecolabel, il marchio ufficiale volontario dell'Unione europea che identifica prodotti e servizi con un ridotto impatto ambientale lungo il loro ciclo di vita. Il rispetto dei criteri previsti dal regolamento EU Ecolabel è infatti indicato dalla direttiva tra gli strumenti che possono dimostrare una performance ambientale eccellente e riconosciuta.

Più informazioni su durata e riparabilità

La direttiva affronta anche il problema dell'obsolescenza precoce, contrastando pratiche che possono spingere i consumatori a sostituire un prodotto prima del necessario.

Non saranno ammesse false dichiarazioni sulla durata dei beni, informazioni ingannevoli sulla possibilità di ripararli o pratiche che limitano la funzionalità dei prodotti. Particolare attenzione viene riservata anche agli aggiornamenti software, che dovranno essere comunicati in modo trasparente.

I consumatori riceveranno inoltre maggiori informazioni sulla garanzia legale, sulla durata dei prodotti, sulla disponibilità dei pezzi di ricambio, sui costi e sulle modalità di riparazione e manutenzione, oltre che sul periodo di disponibilità degli aggiornamenti per i prodotti dotati di elementi digitali.

Quando entreranno in vigore le nuove regole

Le nuove disposizioni dovranno essere applicate a partire dal 27 settembre 2026.

La Direttiva (UE) 2024/825 rappresenta quindi un ulteriore passo dell'Unione europea verso un mercato più trasparente, nel quale le imprese sono chiamate a fornire informazioni ambientali verificabili e i consumatori possono disporre di strumenti più efficaci per riconoscere prodotti realmente più sostenibili.

Fonte: https://eur-lex.europa.eu/eli/dir/2024/825/oj/eng