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09/10/2026

BEKO, CONSOLI: “LA REGIONE MARCHE PRETENDE IL RISPETTO DEGLI ACCORDI. SERVONO IMPEGNI INDUSTRIALI CONCRETI, NON DICHIARAZIONI D’INTENTI”

A conclusione dell’incontro di ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza Beko, l’assessore regionale al Lavoro, Tiziano Consoli, interviene con fermezza sulla situazione degli stabilimenti marchigiani di Comunanza e Melano: “La Regione Marche pretende il rispetto degli accordi sottoscritti e impegni industriali concreti, non semplici dichiarazioni d’intenti. Le difficoltà del mercato non possono rappresentare un alibi per rallentare gli investimenti e compromettere le prospettive produttive e occupazionali dei nostri stabilimenti. Chiediamo quindi a Beko uno sforzo ulteriore, accompagnato da tempi certi e risultati verificabili. “A diciotto mesi dalla sottoscrizione dell’accordo, il quadro illustrato dall’azienda evidenzia difficoltà di mercato che si ripercuotono direttamente sugli stabilimenti di Comunanza e Melano, con una contrazione dei volumi produttivi e ritardi negli investimenti programmati. Comprendiamo la complessità dello scenario internazionale e le trasformazioni che interessano il settore degli elettrodomestici, ma riteniamo che proprio in questa fase sia necessario rafforzare, e non ridimensionare, gli impegni industriali assunti. “In piena sintonia con il presidente Francesco Acquaroli, continueremo a seguire con determinazione questa vertenza, riconoscendo il grande impegno che il Governo e il Ministro delle Imprese e del Made in Italy stanno portando avanti anche in sede europea per tutelare la competitività dell’industria italiana. “È proprio alla luce di questo importante lavoro istituzionale che chiediamo all’azienda un’assunzione di responsabilità ancora maggiore. Non possiamo limitarci a prendere atto delle difficoltà: occorre individuare soluzioni concrete, accelerare sugli investimenti e garantire prospettive industriali credibili per i nostri territori. “Come Regione Marche siamo pronti a fare la nostra parte, accompagnando i processi di innovazione, formazione e riqualificazione professionale, in un confronto costante con il Governo, l’azienda e le organizzazioni sindacali. “Il nostro obiettivo non è soltanto gestire la crisi, ma salvaguardare il patrimonio industriale marchigiano e costruire un futuro produttivo solido per i lavoratori e le loro famiglie. Per raggiungerlo, però, è indispensabile che ciascuno faccia fino in fondo la propria parte, a cominciare dall’azienda”.