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Dall’emergenza alla rinascita. Si apre una nuova fase per i territori marchigiani colpiti dall'alluvione del settembre 2022. Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, insieme al Commissario per la ricostruzione Stefano Babini, all’assessore alla Protezione Civile Tiziano Consoli e l'assessore Francesca Pantaloni, ha incontrato ieri a Palazzo Raffaello i sindaci dei Comuni interessati per illustrare le principali novità introdotte dalla Legge n. 40/2025, che segna il passaggio dalla gestione emergenziale a un sistema organico e strutturato di ricostruzione pubblica e privata. Un momento di confronto operativo per accompagnare gli enti locali in una fase decisiva, caratterizzata da nuovi strumenti, procedure dedicate e una programmazione di lungo periodo.
Con la conclusione dello stato di emergenza alla fine del 2025 e l'entrata in vigore della Legge 40/2025, si apre ora la fase della ricostruzione. La dichiarazione dello Stato di ricostruzione di rilievo nazionale e la nomina del Commissario straordinario consentono infatti di programmare gli interventi secondo una prospettiva pluriennale, superando la logica della sola gestione dell'urgenza.
“Ringrazio la struttura commissariale – ha dichiarato Acquaroli – per il grande lavoro svolto in questi anni e il Governo Meloni che, accompagnandoci nella fase della ricostruzione, ci offre un’ulteriore opportunità e altre risorse per mettere in sicurezza il territorio. Quanto avvenuto dal 2022 a oggi, a partire dall’importante stanziamento dei 400 milioni del Governo, ci ha consentito di mettere in campo una sinergia e una strategia che guardano non solo alla ricostruzione, ma soprattutto alla tutela del territorio. L’obiettivo è garantire ad una terra come le Marche, fragile per conformazione, una tenuta importante di fronte ai cambiamenti climatici. Fondamentale sarà il supporto e la collaborazione con le amministrazioni comunali, che conoscono a fondo le fragilità delle loro aree di riferimento. La fase che stiamo attraversando è determinante perché porterà alla progettazione degli interventi e all’avvio dei cantieri. Dobbiamo correre veloci: le opere che realizzeremo, comprese le vasche di laminazione dove necessarie, sono essenziali perché la sicurezza del territorio e della nostra comunità deve venire prima di tutto”.
“Tra le principali novità- ha spiegato Babini ai sindaci - vi è la predisposizione del Piano pluriennale degli interventi, che dovrà essere completato entro la fine di ottobre e definirà il quadro complessivo dei danni e il relativo fabbisogno finanziario. Sarà questo il documento attraverso il quale la struttura commissariale potrà accedere alle risorse del nuovo Fondo per le Ricostruzioni (FOR), istituito dalla Legge di Bilancio 2025 e operativo dal 2027”.
“Come Dipartimento di Protezione civile – ha aggiunto Consoli -, insieme alle autorità idrauliche del territorio, stiamo lavorando in modo complementare all’unità commissariale. Gli interventi eseguiti, che si aggiungono a quelli gestiti direttamente dalla struttura commissariale, valgono complessivamente circa 140 milioni di euro, a cui si aggiungono le manutenzioni del Consorzio di bonifica. L’obiettivo è integrare e programmare i lavori affinché l’attività dell’unità commissariale e quella della Regione siano pienamente coordinate e complementari.»
Il Commissario Babini ha anche sottolineato che la pianificazione sarà supportata da un'approfondita attività di ricognizione affidata a Sogesid, che nelle prossime settimane effettuerà sopralluoghi e incontri con gli enti locali per aggiornare il quadro dei danni, verificare l'attualità delle segnalazioni già raccolte, stimare gli interventi ancora privi di valutazione economica e predisporre schede progettuali e studi di fattibilità. Saranno presi in considerazione gli interventi che presentano un nesso causale diretto con gli eventi alluvionali del 2022.
Tra gli obiettivi della nuova fase vi è anche il completamento delle opere strutturali di prevenzione del rischio idrogeologico già programmate e la possibilità di riesaminare gli interventi che non avevano trovato copertura finanziaria nella precedente fase emergenziale. Particolare attenzione sarà riservata anche alla realizzazione di nuovi invasi per la laminazione delle piene, con funzioni anche potabili, irrigue e antincendio, individuati come soluzione per i territori dove non è possibile ampliare le sezioni dei corsi d'acqua.
La nuova disciplina introduce inoltre un cambiamento sostanziale nell'approccio amministrativo: agli interventi urgenti e temporanei della fase emergenziale si sostituisce una ricostruzione strutturale e definitiva, supportata da procedure semplificate e standardizzate, da un piano finanziario pluriennale, da sistemi di monitoraggio e rendicontazione e da una Cabina di coordinamento a supporto del Commissario, con l'obiettivo di garantire maggiore efficacia, trasparenza e rapidità nell'attuazione degli interventi.
L'incontro ha rappresentato anche l'occasione per fare il punto sul percorso compiuto in questi quattro anni. L'alluvione del settembre 2022 provocò danni ingentissimi nei territori del nord delle Marche. Nei giorni immediatamente successivi furono censiti interventi urgenti, richieste di rimborso e opere infrastrutturali danneggiate per un valore complessivo vicino al miliardo di euro. Per fronteggiare l'emergenza furono stanziati oltre 436 milioni di euro tra risorse del Governo, del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Fondo di solidarietà dell’Unione europea e Ministero dell'Ambiente, fondi che hanno consentito di mettere in sicurezza il territorio, realizzare i primi interventi e avviare un importante piano di opere strutturali per la mitigazione del rischio idrogeologico.
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