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Interporto Marche ha condiviso con la Regione i risultati dello studio “Valutazione degli impatti della struttura intermodale Interporto Marche Spa e del polo Amazon sulla viabilità locale”, commissionato lo scorso febbraio alla società Sintagma per analizzare gli effetti dell’attivazione del nuovo polo logistico Amazon e del completamento dell’Interporto sul sistema infrastrutturale dell’area vasta anconetana. La presentazione si è svolta oggi nella sede della Regione Marche alla presenza dell’assessore regionale a Porti, Aeroporto e Interporto Giacomo Bugaro, del presidente di Interporto Marche Spa Massimo Stronati, di Riccardo Berti Nulli, tecnico di Sintagma S.r.l. e referente dello studio e del direttore del Dipartimento Infrastrutture della Regione Marche Nardo Goffi.
L’analisi evidenzia come l’area compresa tra la SS76 della Val d’Esino, l’autostrada A14, il porto di Ancona, l’aeroporto “Raffaello Sanzio” e l’Interporto delle Marche rappresenti uno dei principali nodi logistici del versante adriatico centrale, strategico per i traffici merci regionali, nazionali e internazionali.
LE DICHIARAZIONI
“I risultati di questo studio confermano la validità del percorso di programmazione avviato lo scorso febbraio insieme a Interporto Marche – ha spiegato l’assessore Giacomo Bugaro -. Avevamo chiesto a Sintagma il massimo rigore per poter contare su dati indipendenti e oggi gli elementi emersi dimostrano che lo sviluppo del polo intermodale di Jesi – che integra la piattaforma interportuale con il nuovo insediamento Amazon – potrà avvenire in un quadro di sostenibilità della viabilità. Questo documento ci offre indicazioni importanti già nell’immediato e rappresenta una vera e propria bussola strategica per la Regione Marche. Le proposte di miglioramento individuate, dagli interventi sull’“Ultimo Miglio” fino all’ipotesi di un nuovo casello di Ancona Centro, sono pienamente coerenti con la nostra strategia regionale di potenziamento infrastrutturale. Lo studio indica con chiarezza dove concentrare le priorità e dove, invece, non è opportuno impiegare risorse pubbliche, come nel caso della bretella con Montemarciano. Insieme a Interporto Marche continueremo a lavorare su questo hub integrato, uno snodo logistico fondamentale per la competitività del territorio”.
“L’Interporto, di concerto con la Regione Marche, si è fatto carico di portare avanti questo documento di programmazione che mette in luce le strade percorribili e le soluzioni più adatte per garantire uno sviluppo armonico dell’area logistica e del suo impatto sul territorio - sottolinea Massimo Stronati –. Questo studio rappresenta uno strumento importante di conoscenza e programmazione che fornisce alle amministrazioni indicazioni preziose per garantire sostenibilità infrastrutturale e capacità competitiva del territorio”.
I FLUSSI DI TRAFFICO RILEVATI
Il nuovo polo logistico Amazon, il cui avvio operativo è previsto a luglio 2026, come annunciato dalla stessa azienda, si sviluppa su una superficie di oltre 66 mila metri quadrati coperti (240 mila di superficie calpestabile) nell’area adiacente all’Interporto di Jesi, che nel suo complesso prevede uno sviluppo logistico superiore ai 106 mila metri quadrati.
Secondo lo studio redatto da Sintagma, basato sul confronto tra dati del 2020 e rilievi svolti direttamente nel 2026, l’andamento nell’area presenta i consueti picchi nelle ore lavorative. Nel complesso, il traffico risulta sostanzialmente invariato, con un incremento del 4% e valori assoluti del tutto marginali.
Le simulazioni effettuate in relazione all’apertura del polo logistico evidenziano che il suo impatto è privo di ripercussioni percepibili sulla viabilità. La rete infrastrutturale attuale è quindi in grado di sostenere l’avvio della nuova struttura, pur emergendo la necessità di pianificare interventi di ottimizzazione e potenziamento in prospettiva futura. Una necessità che, secondo lo studio, non è direttamente collegata al nuovo insediamento, ma a dinamiche già presenti sul territorio e legate ad altri generatori di traffico.
Lo studio propone inoltre una serie di azioni per lo sviluppo infrastrutturale futuro, articolate su diversi orizzonti temporali: interventi immediati per la regolazione dei flussi logistici (parcheggi buffer, cioè grandi spazi di sosta per alleggerire il traffico); opere di breve periodo per migliorare il nodo A14–SS76 in corrispondenza di Ancona Nord (il cosiddetto “Ultimo Miglio”); e scenari di medio-lungo termine per rafforzare l’accessibilità dell’intera area anconetana, tra cui l’ipotesi di un casello Ancona Centro. Viene infine evidenziata la scarsa utilità della previsione di una bretella di collegamento tra l’area interportuale e il casello autostradale di Montemarciano.
Le analisi contenute nel documento sono state messe a disposizione delle istituzioni e degli enti competenti per contribuire alla definizione delle future politiche infrastrutturali e logistiche regionali. Lo studio è stato illustrato nel pomeriggio ai sindaci dei comuni della Vallesina che sono stati invitati nella sede della Regione.
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