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06/05/2026

MENO BUROCRAZIA, REGOLE PIÙ CHIARE: LA PROPOSTA DI LEGGE DELLA REGIONE MARCHE

Tagliare leggi superate, cancellare adempimenti inutili e rendere più semplici i rapporti tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese. È questo l’obiettivo della proposta di legge regionale sulla semplificazione approvata dalla Giunta delle Marche e ora all’esame dell’Assemblea legislativa, un intervento che aggiorna e razionalizza l’ordinamento regionale. Il provvedimento, composto da 15 articoli, nasce dall’attuazione della legge regionale n. 3 del 2015 sull’innovazione e la semplificazione amministrativa e interviene su più fronti: snellimento delle procedure, riordino delle norme, adeguamento alla legislazione statale ed europea e maggiore spinta alla digitalizzazione. L’obiettivo è rendere le regole più chiare, ridurre i tempi dei procedimenti e costruire un sistema normativo più coerente e facilmente applicabile. “Con questa proposta di legge – afferma l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Giacomo Bugaro – interveniamo in modo concreto per fare ordine nella normativa regionale, eliminando disposizioni superate e semplificando procedure che nel tempo si erano progressivamente appesantite. Si tratta di un intervento che si inserisce nel percorso di semplificazione e modernizzazione amministrativa promosso dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, con l’obiettivo di rendere le regole più chiare e accessibili e di facilitare il rapporto tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese. Un risultato importante, frutto di un lavoro approfondito, reso possibile grazie all’impegno e alla competenza delle strutture regionali, che desidero ringraziare”. Tra i punti centrali del provvedimento c’è la riduzione degli oneri amministrativi, anche a sostegno del sistema economico regionale. La proposta elimina adempimenti non più necessari, accorcia i passaggi procedurali e snellisce le autorizzazioni, puntando su strumenti più semplici come la SCIA, la Segnalazione certificata di inizio attività. È prevista inoltre una razionalizzazione del sistema sanzionatorio per alcune leggi regionali, per renderlo più uniforme sul territorio. Un capitolo rilevante riguarda il riordino normativo. Il testo prevede l’abrogazione espressa di leggi e disposizioni ormai superate, l’eliminazione di norme che hanno esaurito i loro effetti e il coordinamento dei testi vigenti, intervenendo su rinvii non più attuali, refusi e incongruenze che nel tempo avevano appesantito il quadro regolatorio. La proposta aggiorna inoltre la normativa regionale alle riforme statali più recenti, intervenendo in ambiti come disabilità, terzo settore, ambiente, turismo, commercio, cinema e audiovisivo, sanità e contratti pubblici. In campo ambientale viene rafforzato l’allineamento alle norme nazionali ed europee, chiarendo anche le competenze regionali in materia di Autorizzazione integrata ambientale nei casi di impianti con più attività. Ampio spazio è dedicato alla digitalizzazione, in linea con il principio del “digital first”. Alcune procedure vengono completamente dematerializzate, come la presentazione delle candidature per le nomine regionali, e viene valorizzato l’uso di piattaforme già attive, tra cui il Registro unico nazionale del Terzo settore. Parallelamente, il testo interviene sul linguaggio giuridico, aggiornando termini superati, semplificando le definizioni e riducendo le ambiguità interpretative. La proposta di legge è il risultato di una ricognizione svolta all’interno delle strutture regionali, con il coinvolgimento degli assessori competenti, il confronto con gli stakeholder di settore e la partecipazione del Comitato permanente per la semplificazione. Il percorso si è concluso con una doppia conferenza dei servizi, coordinata dal Settore regionale Attività legislativa. Il provvedimento non comporta nuovi oneri per il bilancio regionale e punta a semplificare in modo strutturale l’azione amministrativa, rendendo il sistema delle regole più snello, aggiornato e vicino alle esigenze del territorio.