|
Questa mattina sono stati inaugurati la Casa e l’Ospedale di Comunità di Treia, le prime strutture territoriali realizzate nell’Ast di Macerata, alla presenza delle autorità e con la benedizione del Vescovo di Macerata Mons. Nazzareno Marconi. Un traguardo che vede la luce in linea con il cronoprogramma previsto dal PNRR, ha sottolineato l’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro: “Valorizziamo il territorio attraverso Case e Ospedali di Comunità, servizi sanitari integrati e appetibili per l’intera comunità, ma anche per gli stessi Medici di Medicina Generale. Come Regione abbiamo sbloccato finanziamenti statali che ci permettono di investire sul personale oltre il tetto di spesa consentito, andremo a fare 116 assunzioni nell’Ast di Macerata attraverso un piano straordinario, popolando queste strutture di personale medico e infermieristico. Le Marche sono al di sopra della media del target nazionale per il rispetto dei cronoprogrammi PNRR”. E annuncia: “dobbiamo aumentare il sistema regionale dei posti letto e tornare a far vivere le strutture nei territori, come avvenuto qui a Treia”.“Siamo giunti al capolinea di un importante impegno iniziato ad ottobre 2024 e finanziato con fondi regionali e con Fondi PNRR per un importo totale dei lavori di 2.200.602,55 euro e che ha comportato una spesa totale di euro 297.876,03 tra attrezzature sanitarie, arredi sanitari e di ufficio. Sono le prime strutture delle altre sei Case di Comunità più un ospedale che sono in via di ultimazione per creare una rete dell’offerta sanitaria nel territorio forte e capillare, capace di soddisfare adeguatamente i bisogni di una popolazione che invecchia e che ha bisogno di assistenza continua”, ha dichiarato il Direttore Generale dell’Ast di Macerata Alessandro Marini. Gremita la sala polifunzionale della struttura treiese di pubblico e di autorità, oltre all’assessore Calcinaro, il sindaco di Treia Franco Capponi, il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale Silvia Luconi, il colonnello provinciale della Finanza Ferdinando Mazzacuva, il comandante della stazione dei Carabinieri di Treia maresciallo Caldarola, il proprietario della Lube Luciano Sileoni, il parroco locale Don Francisco.“Treia sarà presa come modello per le altre strutture sanitarie che dovranno essere realizzate nella nostra Ast per rispondere ai bisogni di una popolazione che invecchia e che presenta un aumento di patologie croniche” ha spiegato il Direttore Socio Sanitario Massimiliano Cannas.Nela Casa di Comunità di Treia si trovano gli studi dei medici di base, gli ambulatori specialistici tra i quali odontoiatria, ginecologia, radiologia, otorino, inoltre è presente il PUA (Punto Unico di Accesso) e il servizio di assistenza domiciliare (ADI). L’Ospedale di Comunità di Treia è dotato di 20 posti letto e rappresenta un nodo logistico-assistenziale strategico della rete territoriale, dove in un contesto demografico caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione e dalla prevalenza di cronicità costituisce una risposta strutturale alla frammentazione dei percorsi di cura.L’OdC si colloca tra l'intensità ospedaliera e l'assistenza domiciliare, gestendo il passaggio dal regime di ricovero per acuti al rientro a casa e riducendo il rischio di riammissioni ospedaliere. Attraverso le Case e gli Ospedali di Comunità viene garantita l'equità di accesso e la prossimità delle cure, portando la sanità il più vicino possibile al luogo di vita del cittadino.
|