|
In occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, la Regione Marche ha promosso un momento di confronto e approfondimento dedicato alla sicurezza dei professionisti della sanità e alla prevenzione degli episodi di aggressione nei luoghi di cura.
L’iniziativa si è svolta ieri, 12 marzo 2026, coinvolgendo i referenti del rischio clinico degli enti del Servizio Sanitario Regionale, componenti del Centro Regionale per la Gestione del Rischio Clinico (CeRGeRS), riuniti in una sessione regionale coordinata dall’Agenzia Regionale Sanitaria attraverso una piattaforma virtuale condivisa.
“La violenza nei confronti degli operatori sanitari rappresenta un fenomeno complesso e in progressivo aumento – spiega l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro - con rilevanti ricadute sul benessere psico-fisico del personale, sull’organizzazione dei servizi e sulla qualità della relazione di cura. In questa prospettiva, la prevenzione degli episodi di aggressione richiede un approccio sistemico che integri la valutazione del rischio nei processi organizzativi, nella gestione delle risorse umane e nei programmi formativi rivolti agli operatori”.
Nel corso della mattinata sono stati presentati i dati dell’Osservatorio regionale sulla violenza nei confronti degli operatori sanitari, insieme ai contributi di esperti provenienti dagli enti del Servizio Sanitario Regionale. Gli interventi hanno affrontato diversi aspetti del fenomeno, tra cui l’analisi del rischio, i profili medico-legali, le strategie organizzative e l’utilizzo delle tecniche di de-escalation nella gestione dei comportamenti aggressivi.
In linea con l’andamento nazionale, i dati dell’Osservatorio Regionale mostrano che nel 2025 sono stati coinvolti in episodi di violenza complessivamente 397 operatori sanitari. Le aggressioni interessano prevalentemente operatrici sanitarie di sesso femminile (69,5%) e colpiscono soprattutto il personale infermieristico, che rappresenta il 72% degli operatori coinvolti. Nella maggior parte dei casi si tratta di aggressioni verbali (71%), mentre nel 67% degli episodi l’autore dell’aggressione è il paziente.
I contributi presentati hanno offerto una lettura articolata del fenomeno, evidenziando la necessità di sviluppare strategie integrate di prevenzione che coinvolgano gli ambiti organizzativi, formativi, clinici e culturali. La prevenzione della violenza non può limitarsi alla gestione degli episodi quando si verificano, ma deve tradursi nella costruzione di contesti di lavoro più sicuri, nel rafforzamento delle competenze degli operatori e nella promozione di una cultura diffusa del rispetto e della sicurezza nei luoghi di cura.
“In questo quadro – afferma Calcinaro - il lavoro avviato dalla Regione Marche, attraverso le attività del CeRGeRS, insieme ai referenti del rischio clinico e alle Direzioni degli Enti del Servizio sanitario regionale, rappresenta un passo importante verso una visione condivisa e coordinata del fenomeno. Il rafforzamento della rete regionale e delle azioni di governance del rischio consentirà di trasformare le evidenze emerse e le esperienze maturate in interventi concreti di prevenzione e miglioramento organizzativo. A questo si aggiunge il recente intervento concreto riguardo le indennità economiche previste per gli operatori di Pronto Soccorso, i più esposti al rischio di aggressioni”.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni e professionisti, finalizzato a consolidare le strategie di prevenzione e a promuovere ambienti di lavoro più sicuri per il personale sanitario e socio-sanitario, nella consapevolezza che tutelare chi lavora nella sanità significa proteggere l’intero sistema di cura e garantire condizioni adeguate per un’assistenza di qualità ai cittadini.
|