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Ammonta a 8,9 milioni di euro lo stanziamento destinato alle Aree Interne previsto nella proposta di riprogrammazione dei fondi FESR 2021–2027, approvata dalla Giunta regionale che andrà all’esame del Consiglio. Un investimento mirato a sostenere il rilancio dei territori dell’entroterra marchigiano, valorizzandoli come ambiti di innovazione e sviluppo sostenibile, capaci di contrastare lo spopolamento e il progressivo indebolimento delle attività economiche tradizionali.
Le risorse saranno impiegate per accompagnare le imprese locali nei processi di riconversione verso settori a più alto contenuto tecnologico e per favorire, in collaborazione con le Università, la nascita di centri e laboratori di ricerca dedicati alla valorizzazione dei prodotti locali, agricoli e forestali in ambito farmaceutico e nutraceutico. L’obiettivo è creare occupazione qualificata, rafforzare il tessuto produttivo locale e garantire una presenza stabile delle comunità nelle aree più fragili della regione.
“Con questo intervento – dichiara l’assessore regionale alle Attività produttive e Politiche comunitarie, Giacomo Bugaro – le Aree Interne diventano ancora di più una priorità strategica dell’azione regionale. Investiamo su innovazione, ricerca e competenze per offrire a questi territori nuove opportunità di sviluppo, capaci di generare lavoro di qualità e valorizzare risorse che troppo a lungo sono rimaste inespresse. L’intervento sulle Aree Interne si inserisce in un piano complessivo da 60 milioni di euro, che prevede la nascita di una nuova priorità strategica da 42,6 milioni di euro dedicata al rafforzamento della resilienza del sistema industriale marchigiano e allo sviluppo delle tecnologie strategiche europee, con l’obiettivo di accrescere la competitività delle imprese sui mercati nazionali e internazionali”.
Accanto allo sviluppo economico, la riprogrammazione assegna un ruolo centrale alla sostenibilità ambientale con risorse destinate alla produzione di energia da fonti rinnovabili e al potenziamento della rete di ricarica per i bus elettrici del trasporto pubblico locale, oltre ad interventi che serviranno ad accelerare il completamento di nuovi impianti di depurazione delle acque reflue, necessari per superare le procedure di infrazione europee e tutelare la qualità ambientale dei fiumi marchigiani.
L’intera operazione interessa il 10,36% della dotazione complessiva del Programma FESR regionale ed è resa possibile dalla maggiore flessibilità introdotta dalle norme europee, che concedono alla Regione Marche un anno in più per il completamento degli interventi. La scadenza per la certificazione delle spese viene infatti posticipata al 31 dicembre 2030, offrendo un margine temporale importante per garantire un utilizzo efficace delle risorse e scongiurare il rischio di perdita dei finanziamenti.
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