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18/12/2008

PRESENTATA A FALCONARA L’INDAGINE EPIDEMIOLOGICA NELL’AREA AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE

Nel 2004 la Giunta regionale ha affidato allARPAM, attraverso il Servizio di epidemiologia ambientale dellAgenzia, la realizzazione di unindagine epidemiologica presso le popolazioni residenti nei dintorni della raffineria Api di Falconara e cioe` nei Comuni di Falconara, Chiaravalle e Montemarciano. Oggi a Falconara Marittima si e` tenuto un incontro pubblico per presentare i primi risultati dellindagine, alla presenza dellassessore regionale allAmbiente Marco Amagliani, del dottor Andrea Micheli della Fondazione IRCCS Istituto nazionale dei Tumori di Milano e del direttore dellARPAM, Gisberto Paoloni. Lassessorato allAmbiente della Regione Marche, nel promuovere quellindagine, la cui direzione scientifica fu affidata alla Fondazione IRCCS Istituto dei Tumori di Milano, voleva rispondere alle sollecitazioni dei cittadini dellarea interessata, epicentro dellAERCA, area ad elevato rischio di crisi ambientale. E nota a tutti, infatti, - ha affermato lassessore regionale allAmbiente Marco Amagliani, introducendo la presentazione dellindagine- anche per i tragici incidenti verificatisi negli ultimi anni, la fortissima pressione ambientale che la raffineria esercita sul territorio circostante. La domanda cui lindagine si proponeva di rispondere e` se abitare per piu` tempo vicino alla raffineria comporti un aumento di rischio per alcuni tipi di tumore. Lindagine epidemiologica ha riguardato un gruppo di 95 persone decedute per tumore negli ultimi dieci anni e 166 controlli su altre persone. I 95 decessi su cui e` stato possibile indagare costituiscono comunque il 50% di un numero piu` ampio corrispondente a 177 morti per tumore in tutta larea, anche non vicina alla raffineria. I primi risultati evidenziano un aumento, non statisticamente significativo, della mortalita` per linfomi e leucemie per le donne e un rischio piu` marcato, prossimo alla significativita`, nelle persone di entrambe i sessi che hanno vissuto piu` a lungo nei pressi della raffineria. Arpam e Istituto dei Tumori segnalano la necessita` di approfondire lo studio, dal momento che i numeri sono ancora troppo piccoli per giungere a conclusioni definitive, fermo restando levidenza qualitativa dellimpatto della raffineria sulla salute dei cittadini. Dunque ha rimarcato lassessore Amagliani - per la valutazione piu` precisa del rischio e` necessario un supplemento di indagine, cui lassessorato allAmbiente della Regione dara` il massimo supporto e impulso. Tale determinazione e` supportata dalla proposta della Fondazione IRCCS Istituto dei Tumori di Milano di impiantare un studio ad hoc sulla tipologia dei tumori con approfondimenti biomolecolari, dato lalto interesse medico scientifico che lindagine su quellarea riveste. Gia` da subito ha concluso lassessore - la Regione promuovera` la messa in campo di interventi di prevenzione primaria, tesi a ridurre drasticamente il rischio di esposizione agli inquinanti atmosferici prodotti dalla raffineria, attraverso una piu` stringente sorveglianza ambientale e si adoperera` per instaurare nella zona un sistema permanente di controllo sanitario della popolazione sollecitando il coinvolgimento dei medici di base.