Text/HTML

Call us now
+123 456 7890
15/10/2026

VERDICCHIO D'ORO 2026: STAFFOLO CELEBRA LA 61ª EDIZIONE DEL PREMIO NAZIONALE DI CULTURA ENOGASTRONOMICA

Sessant'anni di storia, oltre cento personalità premiate e un legame indissolubile con il territorio. Torna sabato 17 e domenica 18 ottobre il Premio Nazionale di Cultura Enogastronomica “Verdicchio d'Oro”, giunto alla sua 61ª edizione, con un programma che culminerà domenica a Staffolo nella cerimonia ufficiale di consegna dei riconoscimenti. Istituito nel 1966 grazie alla collaborazione tra il Comune di Staffolo e l'Accademia Italiana della Cucina, il Verdicchio d'Oro è tra i premi più longevi del panorama enogastronomico nazionale. Nato per celebrare il vino simbolo del territorio, nel corso dei decenni è diventato un punto di riferimento per la valorizzazione della cultura enogastronomica italiana, premiando autorevoli esponenti del mondo della cultura, del giornalismo, dello spettacolo e della ricerca. I protagonisti dell'edizione 2026 saranno Enrico Quagliarini, magnifico rettore dell'Università Politecnica delle Marche; Francesco Quercetti, giornalista di Slow Wine e Slow Food Editore; e Pierpaolo Rastelli, giornalista del Gambero Rosso, ai quali sarà conferito il Premio Verdicchio d'Oro. Il riconoscimento “Innovazione per lo Sviluppo 2026” andrà invece a Monica Gabrielli, imprenditrice del settore turistico e vitivinicolo. La manifestazione, organizzata dall'Accademia Italiana della Cucina – Delegazione di Ancona in collaborazione con il Comune di Staffolo, l'Accademia dei Georgofili – Sezione Centro Est e la Fondazione Universitaria per lo Sviluppo Imprenditoriale, si articolerà in due giornate dedicate al ruolo dell'enogastronomia come risorsa culturale, economica e turistica. Il momento centrale della manifestazione sarà domenica 18 ottobre a Staffolo, dove alle ore 10.00, nella Chiesa di San Francesco, si terrà la tavola rotonda “Enogastronomia: cultura e turismo”, dedicata ai temi del territorio, delle tradizioni, della cucina, dei valori, della sostenibilità e dell'ambiente. Un'occasione di confronto sul patrimonio enogastronomico come elemento identitario e leva di sviluppo turistico, in un territorio che ha fatto della viticoltura e dell'ospitalità alcuni dei propri tratti distintivi. A seguire, la cerimonia ufficiale di consegna del 61° Premio Verdicchio d'Oro 2026 e del Premio “Innovazione per lo Sviluppo 2026”. La giornata si concluderà con un momento conviviale in onore dei premiati presso la Cantina Pietro 17 di Staffolo. Ad anticipare l'appuntamento di Staffolo sarà il convegno scientifico di sabato 17 ottobre ad Ancona, in programma alle ore 17.30 nella Sala del Consiglio comunale, dal titolo “Enogastronomia: cultura – territorio, turismo risorse strategiche”. L'incontro riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico ed economico, tra cui i sindaci di Ancona e Staffolo, Daniele Silvetti e Sauro Ragni, il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, Natale Giuseppe Frega, presidente della Sezione Centro Est dell'Accademia dei Georgofili, Gian Luca Gregori, presidente della Fondazione Universitaria per lo Sviluppo Imprenditoriale e Valerio Temperini, professore dell'Università Politecnica delle Marche, esperto di marketing strategico e pianificazione territoriale. Le conclusioni saranno affidate a Mimmo D'Alessio, vicepresidente vicario nazionale dell'Accademia Italiana della Cucina, mentre a moderare sarà Sandro Marani, consigliere nazionale dell'Accademia Italiana della Cucina. “Un plauso perché 61 edizioni non vengono per caso: significa che dietro c’è un profondo lavoro e la volontà di credere nelle tradizioni – ha detto il sottosegretario alla Presidenza della Regione Marche, Silvia Luconi -. Andiamo sempre di più verso una nuova frontiera di turismo che sta dando ottimi risultati in termini di arrivi e presenze. Un turismo non più fatto velocemente, ma sempre più esperienziale, perché quando si attraversano i nostri territori c’è la vera volontà di capirne l’essenza, anche attraverso l’enogastronomia. Quando siamo stati in Corea per il riconoscimento ai nostri teatri, tutti gli Stati si sono complimentati ricordandoci che il vero patrimonio Unesco è l’Italia in sé. In questo quadro le Marche sono una cartolina perfetta. Grazie all’intuizione del presidente Francesco Acquaroli, che ha voluto investire in maniera concreta e con contributi strutturali per valorizzare i borghi, e grazie alla buona volontà dei Comuni — il primo anello della catena che tocca con mano le esigenze del territorio — riusciamo a far conoscere e promuovere le nostre bellezze. La Regione è affianco a Staffolo e a tutte le realtà che intendono promuovere il nostro territorio rispettandone tutti gli elementi distintivi”. “Il Verdicchio d'Oro rappresenta da oltre sessant'anni un patrimonio culturale e identitario della nostra comunità – dichiara il sindaco di Staffolo, Sauro Ragni –. Nato dalla volontà di valorizzare il nostro vino e le tradizioni enogastronomiche, il Premio ha saputo crescere e rinnovarsi, coinvolgendo personalità autorevoli e creando occasioni di confronto tra istituzioni, università e mondo produttivo. Il Verdicchio è il nostro ambasciatore nel mondo, ma è anche il racconto di una comunità, della sua storia e della capacità di guardare al futuro. Con questa edizione vogliamo ribadire quanto cultura, turismo ed enogastronomia possano rappresentare strumenti concreti di valorizzazione e sviluppo per i nostri territori”.“Fondata nel 1953 da Orio Vergani, l'Accademia Italiana della Cucina opera da oltre settant'anni per tutelare le tradizioni della cucina italiana – sottolinea Sandro Marani, consigliere nazionale dell'Accademia Italiana della Cucina –. Attraverso la ricerca, il Centro Studi e le oltre 300 delegazioni in Italia e nel mondo, promuoviamo la conoscenza della nostra cultura alimentare, nella convinzione che la tradizione rappresenti il punto di partenza per ogni autentica innovazione. Il Premio Verdicchio d'Oro esprime pienamente questa missione, riconoscendo il valore di chi contribuisce a diffondere e rinnovare il patrimonio enogastronomico del nostro Paese”.