Marche Turismo

La Regione si occupa di classificazione delle strutture ricettive alberghiere e all’aria aperta ai sensi della L.R. n. 9 dell’11.07.2006   modificata dalla L.R. n. 13/2015.

Le strutture ricettive nella Regione Marche si dividono in: Strutture ricettive alberghiere e Strutture ricettive all'aria aperta, strutture ricettive extra-alberghiere e altre strutture ricettive.

Per aprire, modificare e o chiudere un'attività ricettiva o richiedere la classificazione e le stelle (vedi Classificazione)  occorre presentare allo Sportello Unico Attività Produttive del Comune in cui ha sede l'immobile una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Inoltre la modulistica per richiedere la classificazione provvisoria, definitiva, di modifica o rinnovo quinquennale, tramite SCIA e modulistica appropriata è disponibile al link: http://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Attivit%C3%A0-Produttive/Modulistica-SUAP#15744_Turismo

 Di seguito il vademecum che illustra le normative, le classificazioni e le procedure necessarie per la apertura delle strutture ricettive nella Regione Marche e la relativa modulistica da presentare allo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) di competenza.

Vademecum per le strutture ricettive nella Regione Marche

Modulistica Strutture Ricettive da presentare allo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) di competenza

Le strutture ricettive alberghiere sono:

  • alberghi (strutture ricettive aperte al pubblico a gestione unitaria, che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente ristorazione, in camere e suite)
  • residenze turistico-alberghiere (strutture ricettive aperte al pubblico, a gestione unitaria, che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente ristorazione, in unità abitative dotate di servizio autonomo di cucina o posto-cottura);
  • residenze d’epoca (strutture ricettive ubicate in complessi immobiliari di particolare pregio storico, architettonico e culturale che offrono alloggio in camere e unità abitative.)
  • dipendenze (gli alberghi e le residenze turistico alberghiere possono svolgere la propria attività, oltre che nella sede principale ove sono allocati i servizi di ricevimento e portineria e gli altri servizi generali, anche in dipendenze. Le dipendenze possono essere ubicate in immobili diversi da quello della sede principale ad una distanza non superiore a 50 metri o in una parte separata dello stesso immobile con accesso da un diverso ingresso.)
  • meublè-garnì (quegli alberghi che forniscono alloggio con prima colazione, senza servizio di ristorazione.)
  • centri benessere (quegli alberghi dotati di impianti e di attrezzature finalizzati a fornire agli ospiti servizi specializzati per il benessere fisico e psichico. Non rientrano in questa tipologia gli stabilimenti di cura o case di salute in cui prevalgano i servizi di natura medica e assistenziale.)
  • alberghi diffusi (strutture ricettive aperte al pubblico, a gestione unitaria, che forniscono alloggio anche in stabili separati, purché ubicati nel centro storico e distanti non oltre 500 metri dall’edificio principale in cui sono ubicati i servizi di ricevimento e portineria e gli altri servizi accessori generali, compreso l’eventuale servizio di ristorazione. La gestione della struttura ricettiva deve far capo ad un unico soggetto giuridico che è titolare dell’attività e ne assume la responsabilità.)
  • condhotel (esercizi alberghieri aperti al pubblico, a gestione unitaria, composti da una o più unità immobiliari o da parti di esse, ubicate nello stesso Comune, che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente vitto in camere destinate alla ricettività, nonché, in forma integrata e complementare, in unità abitative a destinazione residenziale, dotate di servizio autonomo di cucina, la cui superficie non può superare il 40 per cento della superficie complessiva dei compendi immobiliari interessati e non può in alcun modo beneficiare degli aumenti di cubatura riservati dagli strumenti urbanistici alle superfici destinate a funzioni turistico-ricettive. I condhotel sono disciplinati in base a quanto previsto dall’articolo 31 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 (Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive), convertito, con modificazioni in dalla legge 11 novembre 2014, n. 164.)
  • campeggi (gli esercizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, allestiti ed attrezzati su aree recintate per la sosta e il soggiorno temporaneo di turisti provvisti, di norma, di tende, caravan, autocaravan o altri mezzi mobili di pernottamento. I campeggi aperti dopo l’entrata in vigore della Legge Regionale 9/2006 devono essere dotati di un’area di sosta, attrezzata, non inferiore a mille metri quadrati di superficie. La sosta in tale area è permessa per un periodo massimo di quarantotto ore);
  • villaggi turistici (gli esercizi ricettivi a gestione unitaria, aperti al pubblico, attrezzati su aree recintate per la sosta ed il soggiorno, in tende, roulottes, unità abitative ed altri allestimenti minimi, di turisti sprovvisti, di norma, di mezzi autonomi di pernottamento);
  • Marina Resort (sono equiparate alle strutture ricettive all'aria aperta e sono strutture organizzate per la sosta e il pernottamento di turisti all'interno delle proprie unità da diporto, ormeggiate nello specchio acqueo appositamente attrezzato).
  • Esercizi di affittacamere (strutture composte da non più di sei camere destinate a clienti con una capacità ricettiva complessiva non superiore a dodici posti letto, ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati di uno stesso stabile, nelle quali è fornito alloggio. Gli affittacamere assicurano, avvalendosi della normale organizzazione familiare, i seguenti servizi minimi di ospitalità, compresi nel prezzo della camera: a) pulizia dei locali ad ogni cambio di cliente ed almeno una volta alla settimana; b) sostituzione della biancheria ad ogni cambio di cliente ed almeno una volta alla settimana; c) fornitura di energia elettrica, acqua e riscaldamento. L’attività di affittacamere non può comunque comprendere la somministrazione di cibi e bevande. Non si applicano le prescrizioni previste per le strutture ricettive adottate ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 13/1989);
  • attività ricettive rurali (strutture ricettive esercitate in fabbricati, siti nelle zone agricole o nei borghi rurali individuati dai Comuni, trasformati, a seguito di lavori di ammodernamento che non comportino comunque alterazioni degli aspetti architettonici originali, in strutture ricettive dotate di camere o di appartamenti con servizio autonomo di cucina ed eventualmente dotati di servizio di ristorazione e di attrezzature sportive e ricreative a favore delle persone alloggiate, dei loro ospiti e di coloro che usufruiscono delle strutture in occasione di manifestazioni e convegni organizzati. Possono anche ricadere nelle aree di valore paesistico e ambientale previste dal Piano paesistico ambientale regionale o dagli strumenti urbanistici comunali ad esso adeguati);
  • bivacchi fissi (locali di alta montagna e di difficile accesso, allestiti con attrezzature per il riparo degli alpinisti. Chiunque intenda realizzare un bivacco nella pratica da presentare al Comune deve specificare le caratteristiche della struttura. Il Comune rilascia il nulla osta previo accertamento della compatibilità con gli strumenti urbanistici comunali in vigore, ove adeguati al Piano paesistico ambientale regionale, e, in mancanza di tale adeguamento, con le previsioni indicate nella normativa tecnica di attuazione del Piano paesistico ambientale regionale, nonché con altri eventuali vincoli previsti dalle norme vigenti in materia);
  • case ed appartamenti per vacanze (unità abitative composte da uno o più locali arredati, dotate di servizi igienici e di cucina autonoma e gestite unitariamente in forma imprenditoriale per locazione ai turisti, senza offerta di servizi centralizzati, nel corso di una o più stagioni, con contratti aventi validità non superiore a tre mesi consecutivi. Si considera attività ricettiva svolta mediante gestione di case e appartamenti per vacanze la gestione non occasionale e organizzata di tre o più case o appartamenti ad uso turistico. Nella gestione delle case e appartamenti per vacanze devono essere assicurati i seguenti servizi: a) pulizia delle unità abitative ad ogni cambio di cliente e almeno una volta alla settimana; b) fornitura di biancheria pulita a ogni cambio di cliente e cambio di biancheria a richiesta; c) fornitura di energia elettrica, acqua, gas, riscaldamento; d) assistenza per la manutenzione delle unità abitative e per la riparazione e sostituzione di arredi, corredi e dotazioni; e) ricevimento ospiti. La gestione di case e appartamenti per vacanze non può comunque comprendere la somministrazione di cibi e bevande e l’offerta di altri servizi centralizzati propri delle aziende alberghiere. L’utilizzo di case e appartamenti secondo le modalità previste dal presente articolo non comporta il cambio di destinazione d’uso dei medesimi ai fini urbanistici. All’interno della tipologia delle case e appartamenti per vacanze, sono: residenze turistiche o residence le strutture ricettive gestite in modo unitario in forma imprenditoriale ed organizzate per fornire alloggio e servizi in appartamenti autonomi, composti da uno o più locali arredati e dotati di servizi igienici e di cucina e collocati in un complesso immobiliare unitario);
  • case per ferie (strutture ricettive attrezzate per il soggiorno di persone o gruppi e gestite, non in forma di impresa e al di fuori dei normali canali commerciali, da enti pubblici, associazioni o enti religiosi operanti senza fini di lucro per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, di studio, religiose o sportive, nonché da enti o aziende per il soggiorno dei loro dipendenti o familiari. In tali strutture ricettive essere ospitati i dipendenti di altri enti, associazioni o aziende e i loro familiari, sulla base di apposita convenzione. Le associazioni senza scopo di lucro possono esercitare tale attività ricettiva esclusivamente nei confronti dei propri associati. La disciplina delle case per ferie si applica ai pensionati universitari, case della giovane, foresterie e simili, comprese quelle degli Enti regionali per il diritto allo studio, che forniscono servizi riconducibili all’attività turistico-ricettiva. Nelle case per ferie devono essere garantite la prestazione dei servizi ricettivi di base e la disponibilità di strutture e servizi che consentano di raggiungere le finalità perseguite con la loro istituzione. E’ consentita la somministrazione di cibi e bevande, con esclusione delle bevande alcoliche con percentuale di alcool superiore al ventuno per cento, limitatamente alle sole persone alloggiate e ad altre persone che possono utilizzare la struttura in conformità alle finalità sociali cui la stessa è destinata). All’interno della tipologia delle case e appartamenti per vacanze, sono: case religiose di ospitalità (strutture ricettive caratterizzate dalle finalità religiose dell'ente gestore che offrano, a pagamento, ospitalità a chi la richieda nel rispetto del carattere religioso della casa ed accettando le regole di comportamento e le limitazioni di servizio); centri di vacanza per anziani (strutture ricettive, caratterizzate dal tipo di clientela individuata in persone anziane, aperte solitamente nel periodo delle vacanze estive o invernali e finalizzate al soggiorno in località ed ambienti salubri particolarmente adatti al riposo e alla vita sociale. In essi deve essere garantita la presenza di personale medico o deve essere assicurata, tramite convenzione, assistenza sanitaria per immediato soccorso. Non rientrano in questa categoria quelle destinate all’assistenza alle persone anziane); centri di vacanza per minori (strutture ricettive caratterizzate dalle finalità religiose dell'ente gestore che offrano, a pagamento, ospitalità a chi la richieda nel rispetto del carattere religioso della casa ed accettando le regole di comportamento e le limitazioni di servizio);
  • ostelli per la gioventù (strutture ricettive, gestite da enti e associazioni operanti senza scopo di lucro, attrezzate per il soggiorno e il pernottamento dei giovani e dei loro accompagnatori, nonché degli iscritti ad associazioni appartenenti alla International Youth Hostel Federation (IYHF);
  • residenze d’epoca extralberghiere (strutture ricettive che offrono alloggio in camere o unità abitative ubicate in complessi immobiliari di particolare pregio storico, architettonico e culturale, assoggettati ai vincoli di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137);
  • rifugi alpini (strutture ricettive ubicate in zone di montagna predisposte per il ricovero, il ristoro e il soccorso alpino. I rifugi devono essere custoditi e devono disporre, durante i periodi di chiusura, di un locale per il ricovero di fortuna, convenientemente dotato, sempre aperto e accessibile dall’esterno);
  • rifugi escursionistici (strutture ricettive aperte al pubblico idonee ad offrire ospitalità e ristoro ad escursionisti in zone ubicate in luoghi favorevoli ad escursioni, anche in prossimità di centri abitati Per l’apertura di rifugi occorre sussistano i requisiti sanitari di legge. Occorre inoltre che il titolare/gestore della struttura provi la sua conoscenza della zona, delle vie di accesso al rifugio e ai rifugi limitrofi, nonché ai posti di soccorso più vicini e di avere conoscenza delle nozioni necessarie per un primo intervento di soccorso, tramite certificazione del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS). Si prescinde da tale accertamento qualora il titolare/gestore sia guida alpina o portatore alpino).
  • appartamenti ammobiliati ad uso turistico (quando si concedono in locazione case e appartamenti di cui si ha la disponibilità a qualsiasi titolo, sempre che non si offrano i servizi tipici dell’attività di affittacamere, nonché si concedono in locazione ville, casali o appartamenti ad uso turistico per periodi non superiori a sei mesi nell’arco dell’anno, con un massimo di tre mesi allo stesso soggetto. Occorre presentare al Comune apposita comunicazione indicando il periodo in cui viene svolta l’attività, i requisiti qualitativi degli alloggi e degli arredi);
  • uso occasionale di immobili a fini ricettivi (quando vengono eccezionalmente utilizzati a ricettività collettiva immobili non destinati abitualmente a ricettività, sempre che tale uso sia effettuato per periodi che non superino complessivamente i novanta giorni all'anno, anche non continuativi, per finalità sociali, culturali, assistenziali, di studio, religiose o sportive. Occorre richiedere al Comune apposito nulla osta. Lo stesso è concesso limitatamente al periodo di utilizzo, dopo aver accertato le finalità sociali dell’iniziativa e la presenza dei requisiti igienico-sanitari e di sicurezza in relazione al numero degli utenti ed al tipo di attività);
  • bed & breakfast (L’attività può essere esercitata in non più di tre camere, con un massimo di sei posti letto, della casa utilizzata ed i relativi servizi devono essere assicurati, per non più di trenta giorni consecutivi per ogni ospite, avvalendosi della normale organizzazione familiare. Tale attività deve avere carattere saltuario o comunque deve essere esercitata per periodi ricorrenti stagionali. I locali devono possedere, oltre ai requisiti igienico-sanitari previsti per l’uso abitativo dai regolamenti comunali edilizi e di igiene, i requisiti tecnici, strutturali e funzionali minimi stabiliti dalla Giunta regionale. I B&B devono assicurare il servizio di prima colazione utilizzando prodotti tipici della zona, confezionati direttamente o acquisiti da aziende o cooperative agricole della regione in misura non inferiore al settanta per cento. Tale servizio è assicurato mediante l’uso della cucina domestica. Coloro che esercitano l’attività devono garantire che la preparazione, la conservazione e la somministrazione dei prodotti alimentari siano effettuate in modo igienico. L’esercizio dell’attività non costituisce cambio di destinazione d’uso dell’immobile ai fini urbanistici e comporta, per i proprietari o possessori dei locali, l’obbligo di dimora nel medesimo per i periodi in cui l’attività viene esercitata o di residenza nel Comune in cui viene svolta l’attività, purché i locali siano ubicati a non più di duecento metri di distanza dall’abitazione in cui si dimora. L’esercizio dell’attività di bed and breakfast non costituisce attività d’impresa. Occorre presentare al Comune apposita segnala zone di inizio attività, con indicazione del periodo in cui l'attività non è esercitata. Il Comune effettua apposito sopralluogo ai fini della verifica dell’idoneità all’esercizio dell’attività).

La classificazione può essere:

  • Provvisoria:

Per le nuove strutture ricettive la classificazione, necessaria ai fini dell’esercizio dell’attività di cui all’art. 14 della legge regionale n. 9/2006, viene provvisoriamente determinata sulla base del progetto tecnico e degli elaborati presentati per l’ottenimento del Titolo Unico, integrati da una dichiarazione del titolare o del gestore sulla qualità e quantità delle attrezzature e dei servizi di cui si intende dotare l’esercizio.

La Regione rilascia il parere ai fini della classificazione provvisoria entro i termini previsti dall’art. 19 comma 3 della L. 241/90 dalla data di presentazione della Segnalazione certificata di inizio attività (S.C.I.A).

  • Definitiva:

Entro 90 giorni dall’effettivo avvio dell’attività, il titolare o gestore della struttura ricettiva inoltra la domanda di classificazione definitiva alla Regione tramite lo sportello unico per le attività produttive (SUAP) su modulistica predisposta dalla struttura regionale competente.

La Regione, entro i termini previsti dall’art. 19 comma 3 della L. 241/90 dalla data di presentazione della domanda, rilascia il provvedimento di classificazione definitiva.

  • rinnovo quinquennale:

Entro il 30 giugno dell’anno di scadenza del quinquennio di classificazione, il titolare o il gestore della struttura ricettiva invia alla Regione tramite lo sportello unico per le attività produttive (SUAP) la documentazione composta dall’istanza e dalle planimetrie.

  • di revisione/modifica:

Qualora nel corso del quinquennio si verifichino variazioni nelle condizioni che hanno dato luogo alla classificazione qualora venga accertato che la struttura ricettiva non possiede tutti i requisiti corrispondenti al livello di classificazione attribuito, si procede, a domanda o d’ufficio, ad una nuova classificazione.

Entro 30 giorni la Regione provvede al rilascio del provvedimento di classificazione nei casi indicati al precedente paragrafo.

 

Il Periodo di validità della classificazione è quinquennale. Il quinquennio in corso è il 2018/2022.

Nell’ultimo anno del quinquennio, i procedimenti di revisione di classifica, a domanda, sono presentati entro il primo trimestre e sono conclusi nel termine massimo di 60 giorni.

 

La normativa di riferimento relativa alla classificazione e alle strutture ricettive alberghiere e all’aria aperta è la seguente:

  • D. Lgs. n. 79 del 23.05.2011;
  • L.R. n. 9 dell’11.07.2006;
  • D.G.R. n. 479 del 14.05.2007;
  • D.G.R. n. 699 del 27.04.2009;
  • D.G.R. n. 578 del 15.03.2010;
  • D.G.R. n. 345 del 28.04.2015;
  • D.G.R. n. 425 del 02.05.2016;
  • D.G.R. n. 1312 del 19.11.2007;
  • D.G.R. n. 808 del 18.05.2009;
  • D.G.R. n. 893 del 31.05.2010;
  • L. n. 164 dell’11.11.2014;
  • DPCM n. 13 del 22.01.2018;
  • D.G.R. n. 1086 del 16.09.2019.
  • Il numero di stelle assegnabili e che possono essere richieste in base a ciascuna tipologia, corrisponde al seguente elenco:

  • da 1 a 5 stelle per alberghi;
  • da 2 a 4 stelle per residenze turistico-alberghiere;
  • da 4 a 5 per residenze d’epoca;
  • da 4 a 5 per condhotel;
  • da 1 a 4 per campeggi;
  • da 2 a 4 per villaggi turistici.

La modulistica per richiedere la classificazione provvisoria, definitiva, di modifica o rinnovo quinquennale, tramite SCIA e modulistica appropriata è disponibile al link

http://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Attivit%C3%A0-Produttive/Modulistica-SUAP#15744_Turismo

P.F. Turismo della Regione Marche

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Responsabile: Dott. Ignazio Pucci – tel 071/8062552 – ignazio.pucci@regione.marche.it

Giada Pucci– tel 071/8062205 – giada.pucci@regione.marche.it