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PALA DI BRERA




Tipo
dipinto
Descrizione
Le fotografie a raggi X hanno rilevato che sulla cuffia di Maria splendeva un grosso gioiello, simile a quello che compare sulla testa di Battista Sforza nel dittico pierfrancescano della Galleria degli Uffizi a Firenze. La pala fu ridimensionata sulla destra e in misura maggiore sulla sinistra, ma non in alto, mentre all'estremità inferiore manca una delle assi orizzontali che compongono la tavola.
Soggetto
Madonna con Bambino e angeli con San Giovanni Battista, San Bernardino da Siena, San Girolamo, San Francesco d'Assisi, San Pietro Martire, San Giovanni Evangelista (?) e Federico da Montefeltro
Datazione
sec. XV , 1472 - 1474 Motivo della datazione: bibliografia/ Altra datazione: sec. XV/ultimo quarto
Materia e tecnica
tempera su tavola
Misure
altezza 251 larghezza 172
Localizzazione
(MI) Milano
Localizzazione notaprovenienza: Italia - Marche (PU) Urbino
Collocazione
Pinacoteca di Brera - indirizzo: via Brera, 28 - Pinacoteca di Brera
Identificatore
1100000374
Proprietà
proprietà Stato
Piero della Francesca (Borgo San Sepolcro 1416 - Firenze 1492) inizia la sua attività di Pittore a San Sepolcro, ma la sua vera formazione avviene a Firenze nella bottega di Domenico Veneziano (dal 1439), con il quale lavora agli affreschi del coro di S. Egidio. Svolge la sua attività alternando soggiorni presso le principali corti dell'Italia centro-settentrionale e nella città natale. Gli affreschi nella grande cappella absidale della chiesa di San Francesco ad Arezzo, il ciclo Storie della vera Croce, è uno dei maggiori cicli di pittura murale nell'Italia del Quattrocento. Nel corso degli anni a seguire stringe intensi rapporti con la splendida corte di Urbino con il duca Federico da Montefeltro, per il quale realizza alcune delle sue opere più celebri: il dittico con i Ritratti dei duchi, Federico e la moglie Battista Sforza, la Flagellazione, il celebre Ritratto in armatura del duca Federico, l'intima Madonna di Senigallia e la poetica Natività di Londra. Negli anni urbinati, stimolato dall'ambiente intellettuale della corte, Piero si dedica anche alla stesura di alcuni trattati teorici tra i quali la sua opera omnia: De prospectiva pingendi. Divenuto cieco, si spegne a Borgo San Sepolcro il 12 ottobre del 1492, il giorno della scoperta dell’ America.

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