Blog

martedì 14 aprile 2020  10:00 

Nel 2020 – in un momento storico in cui il mondo intero è col fiato sospeso per via del Covid19 e affidato completamente a donne e uomini di scienza – ricorre il Cinquecentenario di Raffaello, principe delle arti, nato e cresciuto ad Urbino, culla dell’umanesimo matematico.

Nella Scuola di Atene Raffaello scelse di posizionare il proprio autoritratto tra Zoroastro con in mano una sfera celeste e Tolomeo con il globo terracqueo e affidò un ruolo di primo piano alla speculare Ipazia, la matematica astronoma, simbolo di scienza e del libero pensiero e l’unica - donna - che guarda verso l’osservatore. In occasione della Giornata mondiale del volo dell’uomo nello spazio (12 aprile), il pensiero va anche a quel Modulo Raffaello che, attraversando in più occasioni la volta celeste, ha consentito all’uomo di innalzarsi verso dove sembrano puntare anche le divine proporzioni, le prospettive, e i cieli luminosi delle opere dell’artista urbinate.

Annamaria Piras di Thales Alenia Space racconta che il “Modulo logistico Raffaello fu portato nello spazio (alternandosi 12 volte con il Modulo Leonardo) allo scopo di rifornire la ISS - la Stazione Spaziale Internazionale - del necessario per il sostentamento degli astronauti e per l’esecuzione di esperimenti scientifici. Il Modulo fu progettato per eseguire fino a 25 voli, il primo dei quali fu nel 2001, accompagnato da Umberto Guidoni primo astronauta europeo in volo per la Stazione”, come ricordato dallo stesso ad Osimo il 6 ottobre 2019, ospite della Settimana dello Spazio (patrocinata da ASI, ESA, INAF, GSSI) ideata da Frida Paolella in adesione alla World Space Week, alla quale ha partecipato anche il Presidente delle Regione Marche Luca Ceriscioli ed è intervenuta Annamaria Nassisi della Thales Alenia Space, la società che lo progettò e lo costruì per poi fornirlo, tramite l’Agenzia Spaziale Italiana, alla NASA.

Il Modulo Raffaello ha rappresentato un elemento leggero e flessibile, capace di ottimizzare i rifornimenti alla Stazione Spaziale, portando nello spazio, in ogni missione, oltre 9000 kg e riportando a terra i risultati di esperimenti scientifici e materiale da analizzare o riparare. Nelle sue permanenze in orbita di circa 15 giorni, la sua funzionalità è stata apprezzata dagli astronauti che hanno trovano una nuova area dove trascorrere il tempo nello spazio, unendo armoniosamente scienza e tecnologia con l’umanità.

Ma quanto impegno per dare forma ai sogni!

L'equipaggio di quel primo volo ha dovuto montare un braccio robotico nello spazio per agganciare il Modulo. In quella prima volta, come ricorda Guidoni, “la permanenza a bordo durò solo dieci giorni, lavorando sodo per portare a termine la Missione”. Con i rifornimenti di Raffaello l’equipaggio della ISS poteva rimanere in orbita per circa tre mesi e la base poteva continuare a crescere grazie al poderoso braccio robotico appena istallato. “Umberto e i suoi compagni tornarono a casa soddisfatti!”.

Il Modulo Raffaello ha sorvolato i continenti, ha dato forma e sostanza al sogno dell'uomo animato da spirito di avventura e amore della conoscenza, consentendo agli astronauti, ambasciatori dell’umanità, di varcare l’ultima frontiera per esplorare distese spaziali infinite.

 

Video YouTube "i grandi scienziati delle Marche":