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lunedì 3 dicembre 2018  09:12 

La Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi presenta presso le sue Sale Museali di Palazzo Bisaccioni, la mostra "La scuola di San Lorenzo. Una Factory romana" dal 7 dicembre 2018 al 17 marzo 2019.

In mostra una selezione di opere, circa quaranta, rappresentative di quello che è stato uno dei poli più importanti dell'arte contemporanea, curata da Giancarlo bassotti e testi critici di marco Tonelli.

Un quartiere proletario di Roma, San Lorenzo, un edificio della cosiddetta archeologia industriale, l’ex Pastificio Cerere, sono la cornice entro la quale un gruppo di artisti: Domenico Bianchi, Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Nunzio (Di Stefano), Piero Pizzi Cannella, Marco Tirelli, tra la metà degli Anni Settanta e gli inizi degli Anni Ottanta, dà origine ad uno dei poli più vitali dell’arte contemporanea.

In questa situazione, un po’ bohémienne, nasce quella che può essere definita come una vera e propria factory nostrana.
Sono gli anni della Transavanguardia, gli anni dei Cucchi, Chia, Clemente, Paladino, De Maria, dai quali gli artisti di Via Degli Ausoni, prendono, però, subito le distanze, soprattutto rispetto alla pratica della “citazione”.

Due sono le date fondamentali che hanno segnato l’affermazione del gruppo, in campo nazionale ed internazionale: 1984, la mostra “Atelier”,curata da Achille Bonito Oliva e allestita nei rispettivi studi degli artisti di Via Degli Ausoni, 7 e 1988,“Le Scuole Romane”, Verona, Palazzo Forti, curata da Giorgio Cortenova, una sorta di ideale continuità, a partire dagli Anni Trenta fino agli Anni Ottanta.
Un percorso che va dagli anni della “Scuola Romana” di Scipione e Mafai, attraverso  Cagli, alla “Scuola di Piazza del Popolo” che vede protagonisti, tra gli altri, Schifano, Angeli, Festa, Fioroni, alla “Scuola di San Lorenzo”.

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