Senza ombra di dubbio il paesaggio marchigiano è la chiara espressione di un pluralismo culturale sedimentato da secoli dove le numerose eccellenze artistiche fanno delle Marche una delle regioni d’Italia più ricche di beni culturali: 500 piazze, più di 1000 monumenti significativi, 37 rocche, 106 castelli, 15 fortezze e 170 torri, migliaia di chiese di cui 200 romaniche, 96 abbazie, 183 santuari, 72 teatri storici tutti restaurati e in attività. Nelle Marche abbiamo anche la maggiore densità di musei e pinacoteche per non parlare delle 315 biblioteche che custodiscono volumi anche di antica tradizione e tra le quali è dovuto citare quella dell’Eremo di Fonte Avellana e quella della famiglia Leopardi.
Altrettanti scrigni preziosi sono le numerose città d’arte diffuse su tutto il territorio regionale.
Cominciando dall’entroterra di Pesaro-Urbino, si incontrano centri che ancora oggi rievocano i fasti rinascimentali; parliamo di Pennabilli, da cui erano originari i Malatesta oppure San Leo, città d’origine dei Montefeltro.
La stessa Pesaro fu sede dei Della Rovere fino al 1631, anno in cui l’intera Signoria fu devoluta allo Stato Pontificio.
Ad Urbino, invece, è lo stesso palazzo Ducale, voluto da Federico da Montefeltro, ad incarnare la perfetta dimensione signorile e di corte raggiunta dalla città. Dal 1912 è qui ospitata la Galleria Nazionale delle Marche, che custodisce capolavori di Raffaello, Piero della Francesca, Tiziano, Paolo Uccello ecc.
Ma Francesco di Giorgio Martini costellò l’intero Ducato di rocche fiabesche quali San Leo, il forte dove fu tenuto prigioniero e morì il Conte Cagliostro, Mondavio, una poderosa rocca racchiusa da una cinta muraria all’interno della quale è allestito il Museo di Rievocazione Storica, oppure Cagli e infine Sassocorvaro la cui rocca ubaldinesca racchiude il nuovo museo dedicato alle opere d’arte in pericolo e denominato “Arca dell’Arte”.
A poca distanza dalle fortezze martiniane, troviamo la grandiosa rocca di Gradara, voluta dai Griffo ma successivamente rimaneggiata dai Malatesta e dagli Sforza, ricca di affreschi e dell’amore di Paolo e Francesca di dantesca memoria e dove ancor’oggi si respira un’incredibile atmosfera medievale, passeggiando per i vicoli del borgo o lungo la cinta muraria irta di merli.
Anche Fano è testimone della potenza della famiglia Malatesta che qui abitò fino al 1463.
Procedendo verso sud, incontriamo prima Senigallia, in provincia di Ancona, anch’essa un tempo parte del ducato urbinate, come testimonia la rocca roveresca e subito dopo Ancona, dove è possibile ammirare uno dei più bei monumenti romanici dell’Italia centrale, la Cattedrale di San Ciriaco, nonché numerosi altri edifici di pregio tra cui la Loggia dei Mercanti, la Chiesa di San Francesco o la Pinacoteca Civica.
Pochi chilometri a sud di Ancona troviamo Loreto con il più grande santuario mariano d’Italia, visitato ogni anno da milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo la cui tradizione è legata alla Santa Casa di Nazareth che, leggenda vuole, venne trasportata dagli angeli in volo per salvarla dall’invasione della Palestina da parte dei Maomettani nel 1294. Poco distante c’è il “borgo” di Recanati, che vive nel culto di Giacomo Leopardi e dove è possibile ritrovare la Torre Antica del passero solitario, la piazzetta del Sabato del Villaggio, l’umile casa di Silvia per poi giungere sino al Colle dell’Infinito dove è scolpito il primo verso del celebre canto “Sempre caro mi fu quest’ermo colle”.
Meritano inoltre una visita le città di Osimo, ricca di vestigi antiche, Offagna, dominata dalla scenografica Rocca, Corinaldo, che vanta una cinta muraria tra le più spettacolari della regione ed un centro storico di rilevante valore ambientale e Sassoferrato, di antica origine romana di cui sono rimasti resti di strade selciate, edifici e mura.
Nell’entroterra di Ancona, la valle dell’Esino è dominata da Jesi, città natale del musicista G. Battista Pergolesi e sede di una pregevole Pinacoteca dove è custodito uno dei maggiori capolavori di Lorenzo Lotto, la Pala di S. Lucia. Anche questa città è circondata da mura ancora sostanzialmente integre ed il suo centro storico, molto ben conservato, è caratterizzato da quartieri medievali, palazzi gentilizi e splendide chiese.
Risalendo la Valle si giunge a Fabriano, città medievale che diede i natali al più illustre e raffinato esponente del Gotico Internazionale, Gentile da Fabriano, e nota in tutto il mondo, sin dal 1200, per la lavorazione della carta. Da qui è facile raggiungere Camerino, in territorio maceratese. La cittadina fu caratterizzata, sotto la Signoria dei Da Varano, da una intensa fioritura economica ed artistica ed attualmente è sede di uno degli atenei più antichi ed illustri d’Europa.
Oltre Camerino si incontra prima Tolentino, dove sorge uno dei santuari più noti dell’Italia centrale, la Basilica di San Nicola, e poi San Severino Marche che, tra il ‘300 ed il ‘400 divenne uno dei maggiori centri del Gotico Internazionale.
Degna di visita è anche Matelica, con la sua cinquecentesca Fontana Ottagonale, le chiese e gli edifici monumentali di romanica memoria e la raccolta di arazzi del ‘500 e ‘700 conservata nel Museo Piersanti.
Eccoci quindi giungere a Macerata: la città venne fondata in collina per sfuggire alle incursioni barbariche ed è ricca di arte rinascimentale, barocca e settecentesca. Tra i monumenti più significativi ricordiamo l’Arena Sferisterio, sede annualmente di una tra le più importanti Stagioni Liriche estive, Piazza della Libertà e la Loggia dei Mercanti, la Torre dell’Orologio e numerosi musei, nonché l’antica Università che fanno della città un punto di riferimento culturale. Infine Sarnano, piccolo comune di montagna, famoso per il cotto rosso dei tetti delle case, le strade strette e ripide, le terme e gli impianti sciistici.
Spostandoci nel territorio della Provincia di Ascoli Piceno, si incontra Fermo, uno dei più fiorenti centri marchigiani in epoca romana e medievale – lo testimoniano i numerosi musei naturalistici e archeologici – e che ben conserva le monumentali cisterne romane, una splendida piazza fiancheggiata da portici eretti nel 1569, il cinquecentesco Palazzo dei Priori all’interno del quale è ospitata la Pinacoteca Civica che vanta numerosi dipinti di scuola veneta e marchigiana nonché una preziosissima tela di Rubens.
Più a sud incontriamo Ripatransone, con il suo suggestivo centro storico ed il vicolo più stretto d’Italia, e, a pochi chilometri da qui, Offida, degna di nota non solo per le sue antichissime origini, le mura, il Teatro del Serpente Aureo, vero gioiello di concezione barocca o l’Abbazia di S. Maria della Rocca, ma anche per la tradizione, risalente al XV secolo e tutta tipicamente femminile, del merletto a tombolo. Ancora oggi, specie durante la stagione estiva, è facile imbattersi, percorrendo i vicoli del centro della cittadina, in donne sedute a lavorare a sorprendente velocità producendo veri e propri capolavori famosi in tutto il mondo.
La città di Ascoli Piceno, capoluogo di provincia, è stata definita la città dal cuore caldo per il colore caldo, appunto, del travertino appena brunito con cui sono state edificate le sue case, le sue piazze e i suoi monumenti: il Teatro ed il ponte Augusteo, la chiesa di San Francesco, il Duomo e il Battistero e la spettacolare Piazza del Popolo sede, ogni anno in agosto, della famosa Quintana, una delle più straordinarie rievocazioni storiche d’Italia, uno spettacolo offerto sia dai sei cavalieri in lizza per la competizione trai i sei sestieri cittadini che dalla sfilata del corteo che vede impegnanti oltre mille figuranti in costume a rappresentare ceti sociali e sestieri.
Una visita meritano anche i centri di Acquaviva Picena, dominata da una imponente fortezza, Montefortino, che conserva ancora tutta l’atmosfera medievale delle strette vie e delle case in pietra e cotto, Amandola, con il suo estremamente piacevole centro storico, e Falerone, dove è possibile visitare i resti dell’antica città romana di Faleria con il suo teatro recentemente restaurato.
Da non perdere neanche Sant’Elpidio a Mare, quasi interamente racchiusa tra le mura medievali e che conserva l’antica Torre Gerosolimitana eretta dai Cavalieri di Malta, ed il Palazzo Comunale che gelosamente custodisce un polittico del Crivelli e un trittico del Garofalo. Infine ricordiamo Arquata del Tronto, unico comune d’italia compreso in due parchi nazionali, quello dei Monti Sibillini e quello del Gran Sasso e dei Monti della Laga.