Uno spostamento a destra dell’asse politico nazionale: la scomparsa della sinistra dal Parlamento da un lato, e il raddoppio dei voti della Lega dall’altro, segnano il movimento della placca del sistema politico. In PD recupera l’abissale svantaggio della partenza con un coraggio politico e innovativo forte, ma non sfonda il fronte moderato o disilluso dalla prova del governo Prodi, si rafforza la lista Di Pietro. Nel centro tiene l’UDC.
Le maggioranze, nette, delle forze democratiche e di progresso si riconfermano nelle regioni centrali (Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria) novità positive in Molise e in Basilicata.
Nelle Marche la maggioranza di centro sinistra esce confermata e rafforzata: l’onda moderata e di destra, qui si è infranta. Ha tenuto lo spessore sociale della Regione, uno spessore che crea sicurezza: espelle le paure xenofobe e ataviche, non lascia soli di fronte alle sfide del futuro, apre con fiducia al nuovo. L’economia e i servizi diffusi, i legami di prossimità, la solidarietà, un diffuso e partecipato buon governo alimentano il coraggio comune e la fiducia nella possibilità di affrontare insieme le sfide del cambiamento.
Il meglio della tradizione riformista è qui: nel radicamento sociale e nella volontà di affrontare i problemi secondo parametri complessi che puntano certo all’economia e allo sviluppo, ma anche e sopratutto alla valorizzazione delle persone, alla costituzione di un ambiente che favorisce l’espansione delle libertà , del lavoro, della creatività, della partecipazione responsabile, del senso di inclusiva comunità.
Da qui occorre ripartire: le sfide del paese sono ardue, viviamo dentro una complessa crisi globale.
Esiste una maggioranza di centro destra, premiata dagli elettori, che deve governare, ne ha il diritto e il dovere.
C’è uno spazio grande, però, per far crescere il riformismo, a partire dalle esperienze di governo locale e regionale che hanno resistito e si sono rafforzate. E’ un patrimonio, questo, che va messo a frutto e generalizzato, nei suoi elementi positivi, dalla nuova e robusta forza riformista che abbiamo messo in campo.